MALATTIE DEGLI OCCHI

Il Cheratocono

Cos’è il Cheratocono

Nella clinica Lombardi sono state messe a punto terapie chirurgiche e mediche mirate alla cura del cheratocono per la correzione della cornea che rappresentano l’unica alternativa al trapianto della cornea.

Ad oggi è possibile definire in modo più preciso il cheratocono (malattia della cornea) che, nelle fasi iniziali, si presenta di solito eccentrico rispetto al centro geometrico della mappa corneale e solitamente con un settore non superiore ai 90.

Per tale motivo la malattia è definita come deformazione asimmetrica della cornea. Inoltre possiamo definire tale patologia, in termini di figura geometrica, come una patologia espansiva, che comporta, cioè, un movimento verso l’esterno dei tessuti corneali che, sfiancandosi, aumentano di superficie, facendola sporgere verso l’esterno

 

Terapia e/o trattamento chirurgico del Cheratocono

Nella Lombardi Eye Clinic si esegue un intervento sul cheratocono utilizzando sia tecniche chirurgiche che terapeutiche capaci di ricomporre l’asimmetria della patologia con effetto di ricompattamento, sempre al fine di riottenere quel profilo corneale il più normale, così come prima della malattia.

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Il Glaucoma

Cos’è il Glaucoma

Il glaucoma è una patologia oculare che si manifesta, quasi sempre, con un aumento della pressione oculare. Per ottenere risultati efficaci e non invasivi si può fare affidamento ad una terapia di medicina rigenerativa degli occhi all’interno della clinica Lombardi.

La patologia, in questione, se non curata tempestivamente comporterà un danno al punto più delicato dell’occhio (nervo ottico) che aumenterà in maniera proporzionale rispetto al protrarsi ed all’aggravarsi della malattia stessa.

 

Sintomi del Glaucoma

Inizialmente i danni che ne conseguono sono difficili da percepire persino da parte del paziente; solo con il tempo e l’aumento della pressione oculare, si iniziano ad avvertire vari sintomi, quali cefalea, abbassamento della vista, annebbiamento ed offuscamento, riduzione del campo visivo prima periferico ma poi anche centrale. A questo punto, se non viene applicata una congrua e rapida terapia i danni diventeranno, a volte anche molto presto, più gravi e permanenti.

 

Diagnosi e Terapia del Glaucoma

Ci sono poi dei casi di glaucoma per i quali è più difficile la diagnosi iniziale. Per esempio, ciò avviene con quei pazienti affetti anche da miopia elevata (dove la presenza del glaucoma è del 70%) che presentano danni campimetrici e del nervo ottico sovrapponibili a quelli del glaucoma, a ciò si aggiunge il fatto che nel miope elevato la misurazione della pressione con tonometro ad applanazione non sempre normale per un occhio miope con ridotta elasticità corneale (il tonometro infatti misura l’elasticità corneale in funzione della pressione corneale).

Oggi l’uso dell’O.C.T., che esamina con estrema cura la regolarità anatomica della testa del nervo ottico e della macula, ci dà informazioni estremamente precise sullo stato anatomico-strutturale che è direttamente proporzionale alla situazione funzionale della retina e del nervo ottico, il che permette di intervenire tempestivamente con congrue quanto precoci terapie locali a base di colliri ipotonizzanti (oppure terapie con laser nel caso in cui la terapia a base di colliri non risulti sufficiente).

 

Trattamento chirurgico per la cura del Glaucoma

Nel caso in cui fosse necessario un intervento di microchirurgia, ad oggi queste operazioni consentono una maggiore precocità dell’intervento, poiché sono divenute a basso rischio operatorio e garantiscono una maggiore e migliore conservazione delle funzioni retiniche sia del campo visivo che della vista.

Tale intervento, ambulatoriale della durata di pochi minuti, consiste nell’impiantare delle piccolissime protesi (circa 2 millimetri di spessore) che garantiscono una regolarizzazione della pressione oculare continuativamente durante le 24 ore.

L’intervento presenta, se ben eseguito, un semplice e breve decorso post-operatorio di 2-5 giorni. La pressione tende a stabilizzarsi in modo definitivo e, nella maggior parte dei casi, anche con la sospensione della terapia locale.

Possiamo quindi affermare che questa pericolosa e terribile malattia può oggi essere non solo precocemente diagnosticata, ma anche efficacemente curata ed eventualmente anche definitivamente sconfitta con l’intervento di impianto delle microprotesi in titanio appena descritto.

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Retinopatia diabetica

 Cos’è la Retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica avanzata si presenta quando il corpo vitreo è interessato da emorragie, da crescita di vasi capillari anormali o da aderenze fibrose che sollevano la retina.

Intervento chirurgico di Vitrectomia

L’intervento chirurgico necessario al fine di curare questa malattia dell’occhio è la vitrectomia. La Vitrectomia è un intervento di microchirurgia eseguito solitamente in anestesia generale. Consiste nell’introdurre, attraverso piccole incisioni nella parete oculare, sottili sonde fra cui il vitrectomo, che consente di sminuzzare e aspirare il corpo vitreo e tagliare le aderenze per riposizionare la retina distaccata.

Durante la vitrectomia è possibile cauterizzare piccoli vasi sanguinanti ed effettuare anche la fotocoagulazione panretinica, utilizzando particolari sonde laser.

Esistono due indicazioni principali per questo intervento. In caso di emorragia vitreale il sangue accumulato nel vitreo può bloccare il passaggio dei raggi di luce causando una forte diminuzione del visus.

Se il sangue non si riassorbe spontaneamente, l’intervento di vitrectomia permette di aspirarlo e di ripristinare almeno in parte la funzione visiva. Una seconda particolare indicazione della vitrectomia è quella di tagliare le membrane fibrovascolari, vere e proprie aderenze che, tirando sulla superficie della retina, la sollevano tenendola sospesa.

In questo caso il vitrectomo può liberare le aderenze permettendo alla retina distaccata di tornare nella propria posizione naturale. Talvolta la gelatina vitreale viene sostituita alla fine dell’intervento con sostanze sintetiche come l’olio di silicone. Questi liquidi lasciati nell’occhio durante la convalescenza distendono la retina permettendole di mantenere la sua posizione; verranno aspirati dal bulbo oculare in un secondo tempo, quando la situazione si sarà stabilizzata.

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La Cataratta

Cos’è la cataratta

Per cataratta si intende un opacamento del cristallino naturale, situato all’interno dell’occhio. Questa perdita di trasparenza impedisce alla luce di raggiungere normalmente la retina. Da questo fenomeno deriva l’annebbiamento progressivo della vista.

Solitamente la cataratta insorge come conseguenza del processo di invecchiamento dell’occhio, ma può svilupparsi anche in età giovanile, sia spontaneamente che a seguito di varie condizioni locali o generali, di cui la più comune è il diabete.

Anche l’uso prolungato di farmaci, come ad esempio il cortisone, sia applicati localmente che assunti per altre vie, possono essere fra le cause di opacamento del cristallino. In rari casi la cataratta può essere congenita, cioè presente dalla nascita. Altre volte è la conseguenza di un’infezione dovuta a patogeni come virus, batteri, funghi e parassiti.

 

Diagnosi della cataratta

La diagnosi può essere accertata previa visita specialistica dall’oculista o dall’oftalmologo mediante un esame completo dell’occhio. Questo consente di valutarne le reali condizioni e stabilire con certezza se i disturbi riferiti siano effettivamente dovuti alle opacità del cristallino. In certi casi, infatti, la diminuzione della vista può dipendere da altre cause che chiaramente non potranno essere eliminate con il solo intervento di cataratta.

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Le malattie della retina

Esistono diverse malattie della retina. In questa sede considereremo la degenerazione maculare.

Degenerazione maculare

Si tratta di un’alterazione della parte centrale della retina chiamata macula. La degenerazione maculare è un’importante causa di diminuzione irreversibile della funzione visiva.

Il più comune fenomeno collegabile a questa patologia è il processo di invecchiamento dell’occhio, durante il quale la retina centrale si altera sino a perdere la sua funzione (degenerazione maculare legata all’età). In altri casi si può osservare una degenerazione maculare derivante da traumi, infezioni, infiammazioni, miopia elevata e, raramente, può essere di tipo ereditario.

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