TESTIMONIANZE

Egr. Prof. Lombardi,

a distanza di due anni (5 febbraio 2004) dall’intervento Le scrivo queste poche righe per dimostrarLe tutta la mia gratitudine per avermi riportato ad una vita “normale”.
Dopo aver portato per ben 25 anni, le lenti a contatto rigide, a causa di un cheratocono bilaterale di grado avanzato e quindi non essendoci in questo caso altro mezzo di correzione della visione se non le lenti corneali stesse, il tutto aggravato dal fatto che il mio lavoro di medico di emergenza mi comporta turni lavorativi notturni, ho conosciuto Lei accettando di essere operato con la tecnica di Cheratotomia Radiale Asimmetrica.
Tale intervento ha fatto sì che mi liberassi dalla schiavitù delle lenti a contatto, con tutti i danni ulteriori alla cornea e i disturbi che esse mi arrecavano, consentendomi altresì di portare normali occhiali da vista per l’ulteriore correzione visiva.
Spero che questa lettera possa essere letta da chi come me vive il dramma del cheratocono e possa dargli fiducia per affidarsi alle Sue mani, con ciò autorizzandoLa alla pubblicazione nei modi e nelle forme che Lei vorrà (stampa, internet, ecc.)
Con gratitudine e affetto

Carmine Battista

Benevento, 5 febbraio 2006

Bassano, 14.06.00

Caro Dr. Lombardi,
sento l’esigenza di scriverti questa mia per esprimerti la mia solidarietà e stima per il tuo operato professionale.
Come tu ben sai, la mia storia è iniziata con la scoperta “casuale”, ad un controllo oculistico, di un cheratocono all’occhio sinistro ed un principio di cheratocono all’occhio destro, in una già preesistente miopia ed astigmatismo. La mia grande sorpresa è stata quella di non potere, in un’era tecnologicamente avanzata anche nel campo della ricerca in ambito oculistico, fare altro che subire eventualmente un trapianto di cornea per risolvere il problema, qualora non avessi più tollerato le lenti a contatto semirigide; ma come, mi dicevo, in una struttura ancora esistente e non “disfatta” perché non è possibile utilizzare in qualche modo quello che già c’è ed invece devo ricorrere a strutture eterologhe che saranno sì sicure, ma provengono sempre da personale donatore estraneo; tecniche come la cheratotomia, alla quale avevo istintivamente pensato, venivano sconsigliate, perché potevano indebolire la cornea ed aggravare il problema. Cosa che mi è stata confermata dallo stesso Prof. Rama, al quale mi ero rivolto, parlandomi di tecniche alternative, ma non risolutive della patologia in questione.
Per caso, grazie ad una mia paziente, ho scoperto l’ “esistenza” di un certo Dott. Lombardi, che in un articolo di giornale sembrava risolutore miracoloso del problema. Ammetto ancora oggi il mio scetticismo (e tu ne sai qualcosa viste le domande e i dubbi che ti ho subito proposto), quando ho avuto il mio primo contatto con te: mi sono dovuto invece ricredere dopo aver subito l’intervento da te illustratomi di cheratotomia asimmetrica. Intanto, la sparizione immediata di quel fastidiosissimo senso di protrusione corneale (che mi aveva tormentato non poco), come se l’occhio cadesse dall’orbita; e poi la possibilità di vedere in modo distinto e non più con quella deformazione curvilinea che caratterizzava prima il visus dell’occhio sinistro. E tutto ciò tenendomi la mia cornea e con intervento relativamente semplice e rapido! Con il secondo intervento ho migliorato ulteriormente la capacità visiva, residuando un leggero astigmatismo che tu, e questa volta anche tutti gli altri, mi insegni essere correggibile in maniera molto semplice.
Perciò io sento il dovere di ringraziarti ancora, esprimendo il mio pieno apprezzamento per il tuo operato e sentendomi a te vicino come medico che lotta per l’affermazione delle proprie giuste idee ed azioni

Sinceramente

MARCHETTO Dott. GIOVANNI

Gennaio 2016

Caro Prof. Lombardi,

(in realtà non so se lei sia in possesso di questo titolo, ma ai miei occhi, o meglio per i miei occhi, la cosa non ha la benché minima importanza, visto che in qualità di medico e, quindi di collega – con c rigorosamente minuscola – ritengo di avere i mezzi per affermare con ragionevole certezza che lei, a differenza di tanti, troppi accademici nostrani, questo titolo se lo è meritato a pieni voti sul campo) le scrivo per esprimerle tutta la mia gratitudine per quanto da lei fatto a più riprese per me.

Nel 2010 lei mi ha sottoposto ad un intervento di Mini ARK con Cross-linking Asimmetrico Selettivo Profondo per un problema di cheratocono bilaterale, ed alle 17.20 del 7/12/2010, come ebbe modo di dirmi, “grazie al Dott. Lombardi ho visto la Madonna”.

…Ovviamente, si trattava di un’immagine posta di fronte al tavolo operatorio, cionondimeno quella frase racchiudeva in sé qualcosa di miracoloso: dopo tanti anni finalmente potevo vedere distintamente i contorni di una figura!

Da allora, e di anni ne sono passati più di cinque, non c’è giorno della mia vita privata o professionale in cui non mi trovi nella necessità di ringraziarla per quanto da lei fatto.

In questi anni di frequentazione del suo studio ho avuto modo di cogliere il respiro internazionale del suo lavoro (quante volte nel suo studio in via Nazionale in una sala d’aspetto cosmopolita mi sono trovato ad essere l’unico italiano presente!), ma soprattutto ho potuto apprezzare la cifra umana che la contraddistingue: le chiacchierate nel suo ufficio hanno rappresentato un piacevole corollario agli accurati controlli ai quali il suo valente staff mi ha sottoposto.

Per quello che fa, e come lo fa, lei dovrebbe avere la massima visibilità e passare da un’intervista all’altra per spiegare che dal cheratocono si può uscire tornando ad una vita normale.

Invece, per la medicina ufficiale, quella per intenderci che dovrebbe indicarmi la strada per ben operare, lei non esiste, è un fantasma, o meglio un terrifico incubo da tenere, per motivi non propriamente nobili, segregato nelle tenebre più profonde.

Trovo profondamente ingiusto, per non dire immorale, che di lei e della sua tecnica operatoria si debba venire a conoscenza sfogliando per sbaglio le pagine di un quotidiano, come è avvenuto al sottoscritto, o attraverso il salvifico passaparola di chi ha avuto la fortuna di conoscerla.

Oggigiorno si fa un gran parlare di Medicina Basata sull’Evidenza (EBM), cioè di una medicina in cui la validazione di procedure e terapie è subordinata ai risultati clinici ottenuti.

Ebbene, caro Prof. Lombardi, i numeri sono dalla sua parte: la sua metodica ha percentuali di successo che i politologi non esiterebbero a definire “bulgare”!

Negare questa realtà, o peggio ancora nasconderla, non è corretto, anzi è immorale visto che costringe i pazienti affetti da cheratocono ad un ulteriore tributo di sofferenza.

Chiunque che, come me, si sia trovato nella condizione di decidere se sottoporsi alla sua metodica, sa perfettamente cosa intendo dire: decidere di sottoporsi ad un intervento chirurgico che per la medicina ufficiale non esiste, non è semplice e ciò espone gli interessati ad un carico d’ansia che travalica di gran lunga quello che può accompagnare un qualunque altro intervento.

Per questi motivi, oltre che per la gratitudine e stima che nutro nei suoi confronti, ho deciso di scriverle questa lettera, nella speranza che possa costituire un modesto contributo di chiarezza che permetta a chi è affetto da cheratocono di prendere con più serenità la decisione migliore.

Con stima Dott. Glauco Di Fonso

A Massimo Lombardi

Quando la pioggia ti bagna la faccia

ed il vento ti sfiora la guancia,

quando ti svegli, si aprono gli occhi

e vedi altro, non solo i ginocchi.

Quando ti trovi in un luogo assai bello

e leggi bene perfino un cartello

posto a distanza a dir poco abissale

senza per forza inforcare l’occhiale.

Quando i colori ritornan vivaci

e quel che vedevi non eran veraci,

le tue giornate diventan più belle

senza gli occhiali a toccarti la pelle.

Più non pensi al triste momento

in cui dottori senza talento,

dopo consulti infarciti di pianti,

ti prospettavan solo trapianti.

Volevan negli occhi inserirti strumenti,

metterci anelli, vetri, altre lenti,

ma solo perché, a lavoro ultimato,

il conto in banca sarebbe aumentato.

Se pensi che invece c’è un genio che cura

ciò che ad altri incute paura

dicendoti poi che puoi anche guarire

purchè si sappia come è meglio agire,

allora realizzi che non è fantasia

ed esiste davvero, senza ironia,

chi può mostrarti la corretta via

senza un briciolo d’ipocrisia.

Quindi ti affidi alle mani sicure

di chi ti spiega e ti dà tante cure

riuscendo infine, senza tormento,

a farti sorridere e tornare contento.

E allora ti accorgi di esser rinato

ringrazi di cuore chi ciò ti ha donato,

il Lombardi dottore e tutti i suoi vice

che riescon d’incanto a farti felice.

Or mi congedo da questo poetare

chè la mia mente non vuol più rimare

certo di dare a tanti speranza

con questa sincera testimonianza.

Arturo Raspini

.

Luca Bini

Ciao a tutti mi chiamo Luca Bini ed ho 29 anni. La mia storia con il cheratocono iniziò nel novembre del 2010 quando un giorno mentre stavo guidando, improvvisamente vidi in maniera molto distorta e sfocata, tanto da preoccuparmi molto, fino a che andando da un primo oculista mi diagnosticò la degenerazione marginale pellucida. Successivamente andando da altri dottori videro che non si trattava di quella patologia, ma di cheratocono.

Da lì incominciò il mio calvario e per 3 anni feci diverse visite specialistiche anche fuori dalla mia regione. Purtroppo però non mi davano nessuna speranza e mi dicevano sempre che l’unico rimedio in futuro sarebbe stato il trapianto, ma trovai per fortuna su internet come un fulmine a ciel sereno il dottor Massimo Lombardi.

Così dopo essere stato da lui ed aver avuto una buonissima impressione delle sue qualità sia come persona che di medico, in data 11 marzo 2014 venni operato di cheratocono su entrambi gli occhi e dopo quasi un anno gli devo veramente molto, in quanto mi ha ridato la gioia di vivere e non finirò mai di ringraziarlo. Prima dell’operazione vedevo pochissimo, 0.5 sul sinistro e 5 sul destro, e con gli occhiali la situazione non cambiava molto. Oggi invece senza occhiali ho 5 sul sinistro e 10 sul destro e con gli occhiali vedo 10 decimi da entrambi gli occhi e posso sperare in un ulteriore progressivo miglioramento nei prossimi due anni.

Mi sembra davvero incredibile tuttora se ci penso, è un vero miracolo della medicina, anzi mi correggo della sua medicina dato che è l’unico al mondo ad aver scoperto la cura. Invito quindi chi vedrà questo mio racconto di andargli a fare visita il prima possibile, solo così salverete le vostre cornee senza farvi il trapianto.

Cordiali saluti

Bini Luca

P.S. per info contattatemi pure tramite email:  luka_85_@libero.it

Fabrizio Schiavi

Come spesso accade quando ci si trova di fronte ad un foglio bianco, sono tante le frasi che la mente propone per incominciare, ma tutte quante appaiono fuori luogo…
Io inizierò con un detto che accomuna il mio rapporto col professor Lombardi e la sua clinica.
Meglio tardi che mai
A otto anni dall’operazione che mi ha fatto rinascere, ho scoperto che la mia lettera di testimonianza non è mai arrivata a destinazione. Ora, dopo tanto tempo, mi accingo a riscriverla, associando questo ritardo al fatto che mi sottoposi in ritardo all’operazione, non per scelta, ma perché tutti quanti i medici interpellati in Italia ed all’estero erano concordi sul fatto che bisognasse attendere che le mie cornee si deformassero completamente per poi fare il trapianto; nel frattempo, lenti a contatto ed occhiali non mi consentivano di vedere bene.
Presi appuntamento per la visita preliminare e già nella sala d’attesa, ascoltando i discorsi di chi aveva subìto l’intervento, mi resi conto che potevo fidarmi della persona che di lì a poco mi avrebbe visitato.
Fissai quindi l’appuntamento per l’intervento che, inutile dirlo, diede degli ottimi risultati, anche se, a causa del ritardo con il quale è stato fatto, non ho potuto recuperare la vista al 100%…
In ogni caso, tornare a vedere bene, poter notare anche i più piccoli dettagli delle cose e del paesaggio e non aver più sulla patente di guida la dicitura “guida con lenti”, sono elementi che danno un segno di rinascita.
Grazie Professore
Fabrizio Schiavi

Daniele Arata

Mi è stato diagnosticato il cheratocono in uno stadio piuttosto avanzato ed aggressivo nel 2000 (avevo 20 anni) a seguito di una visita presso un ottico, unico in zona, allora, ad avere il macchinario per la mappatura corneale. L’evoluzione della malattia è stata molto veloce perchè nel giro di pochi mesi vedevo le righe dei libri ed i numeri “doppi”, pur non avendo mai avuto problemi di vista: ho preso la patente nel 1999 e ci vedevo perfettamente. L’ottico mi consigliò le lenti, l’oculista mi preannunciò che in futuro avrei dovuto subire un trapianto di cornea e mi consigliò di mettermi in lista perché non c’erano altre soluzioni rispetto al trapianto: lenti e trapianto, il ritornello a Genova e provincia era questo. Mi rivolsi ad alcuni colleghi del Prof. Lombardi, allora la diffusione di internet non era certo come quella di oggi, ma il Prof. Lombardi mi convinse più di altri. Parlai dell’operazione a diversi oculisti in zona ma mi guardarono con una faccia a punto interrogativo ed alcuni sostenevano che il Prof. Lombardi fosse una sorta di eretico. Sono stato operato dal Prof. Lombardi una volta all’occhio sinistro e tre volte a quello destro (una più due “ritocchi”) nel 2001 e nel 2002, proprio ieri ho effettuato una visita di controllo dal Prof. Lombardi a Milano perché è l’unico oculista di cui mi fido e rispetto all’ultima che avevo fatto nel 2009 la situazione è addirittura migliorata, il cheratocono è completamente sparito (questo è accaduto da subito) ed ho solo un leggero astigmatismo a destra che non opero per pura pigrizia ed il mio spessore corneale è maggiore rispetto a quello di una persona normale.  In questi dieci anni non ho mai avuto problemi, non ho mai portato né una lente né un paio di occhiali pur passando circa 12 ore di fronte a computer/black berry/iPad/iPhone. Pratico ogni tipo di sport, nuoto con gli occhi aperti, prendo il sole senza occhiali, conduco una vita normalissima, una volta ho addirittura preso un pugno in un occhio, ma non ho mai avuto neanche un problema. Nel 2005 ho preso la patente A e ho superato la visita oculistica senza problemi, francamente quasi neanche mi ricordo di essere stato operato.
 
Scrivo queste righe perché credo che ancora oggi ci sia molta prevenzione nei confronti del Prof. Lombardi e perché credo di dovergli questa testimonianza. Ricordo perfettamente che ciò che fece pendere l’ago della bilancia verso il Prof. Lombardi fu una sentenza di un Tribunale che riabilitava un pilota dell’aerenautica a seguito dell’operazione effettuata dal Prof. Lombardi, quindi scrivo queste righe anche per incoraggiare chi, come me allora, è titubante. Mi rendo conto che scegliere di farsi operare agli occhi sia molto dura da un punto di vista psicologico (il bruciore passa in un giorno), ma il consiglio che mi sento di dare è quello di non perdere tempo, non ve ne pentirete.
 
In fede,
 
Daniele Arata
Vice President
Seac Sub SpA
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Alessio Lella

Bari, 11/03/2013
Egregio Dott. Lombardi,
Le scrivo questa mail per ringraziare lei e la sua equipe e per dare un barlume di speranza a tutti coloro che,  affetti dal cheratocono, cercano una soluzione definitiva che per molti oculisti non esiste. Per questo voglio raccontare la mia storia.
Mi chiamo Alessio, sono di Bari, ho 26 anni e nel giugno del 2008 mi accorsi che la mia vista stava peggiorando e così mi rivolsi al mio oculista per una visita di controllo. Mi fu riscontrato, oltre alla miopia, anche qualche grado di astigmatismo. Dopo appena due mesi mi resi conto che quella gradazione non andava più bene. Era il novembre 2008 e decisi di andare da un altro specialista che riscontrò il cheratocono e che, spiegandomi la patologia, mi dava come prima soluzione il ricorso a lenti a contatto rigide gas permeabili in attesa che la situazione potesse degenerare fino alla rottura della cornea con conseguente necessità di trapianto.
Scoprire a 21 anni di dover subire un trapianto di cornea mi preoccupò non poco e mi diede poche aspettative future. Sotto sua indicazione mi rivolsi ad un contattologo che dopo sei mesi riuscì a trovare un paio di lenti che si adattassero meglio alla mia cornea. Col passare del tempo non riuscivo ad arrendermi all’idea che non ci fosse una cura e così, navigando in rete, mi capitò di visitare il sito della clinica del Dott. Lombardi. Ero molto titubante e decisi di chiedere consiglio al mio contattologo che era convinto che la microchirurgia corneale non esistesse. Rassegnato, ho continuato ad usare le lenti a contatto per altri due anni.
Nel dicembre 2011, ritornai sul sito della clinica e decisi di contattare il Dottor Lombardi mandandogli una mail nella quale esponevo la mia storia. Lui mi rispose rassicurandomi e invitandomi nel suo studio per una visita accurata e per togliermi ogni dubbio. Appena mi è stato possibile mi sono recato in clinica dove, dopo un’accurata visita e un colloquio ero sempre più convinto che finalmente avrei risolto il mio problema.
Il 4 aprile mi sono sottoposto alla cheratotomia radiale asimmetrica con cross-linking. Il post-operatorio è stato lungo ma tutti i membri della clinica mi hanno seguito nel migliore dei modi sia in sede durante i controlli, sia telefonicamente nel rispondere ad ogni mia preoccupazione.
Oggi è passato quasi un anno e la mia vista è quasi perfetta e continua a  migliorare. All’ultimo controllo mi è stato consigliato di usare un paio di occhiali da riposo principalmente per la guida notturna.
Sono molto grato al Dottor Lombardi e ai suoi collaboratori perché a loro devo la mia vista. Riavere un’aspettativa di vita normale è adesso un motivo di gioia. Invito tutti coloro che sono ancora titubanti a sottoporsi ad una visita dal Dott. Lombardi che potrà aiutarvi.
Non esitate a contattarmi, sarò molto lieto di parlarvi della mia esperienza.
Cordiali saluti
Alessio Lella

Luca Esposito

Salve mi chiamo Luca Esposito sono di Napoli e ho 29 anni. Tengo a precisare che ho sempre portato gli occhiali da vista sin da piccolo e posso dire di essere sempre stato sotto controllo presso i migliori centri oculistici (o almeno credevo  fossero tali), fino a che nel maggio del 2006 ho cominciato ad accusare una strana sensazione di sdoppiato che pian piano, giorno dopo giorno si faceva sempre più presente in tutti e due gli occhi, e che non riuscivo a correggere nonostante aumentassero i gradi degli occhiali. Dopo diverse visite mi venne diagnosticato il cheratocono e ammetto che non sapendo cosa fosse ero spaventato a morte. Questa patologia mi venne descritta come una malattia “LENTA” che non sarebbe degenerata e che per risolvere il tutto avrei comunque dovuto aspettare una ventina d’anni circa per poter fare il trapianto di cornee, nell’attesa mi furono prescritte come palliativo delle lentine semi-rigide le quali avrebbero dovuto in qualche modo risolvere il problema, ma a pelle non le ho mai messe (e per questo ringrazio Dio), perché CREDEVO, e volevo SPERARE che ci fosse una cura, un modo alternativo per risolvere questo problema, e magari riuscire a risolvere quello che per me era diventato l’inferno quotidiano. Scoprendo poi che sarebbero state più distruttive che migliorative, perché il cheratocono comporta un indebolimento dei tessuti corneali, che sarebbero stati ulteriormente danneggiati dalle lentine.  Nel frattempo con il passare del tempo ci vedevo sempre meno e accusavo sempre di più quel senso di sdoppiato che limitava ogni cosa che facessi. Infatti proprio in quel periodo smisi di fare tutto, dal portare la macchina, studiare per fare gli esami all’Università, vedere la televisione in modo normale. Non riuscivo a mettere a fuoco le cose, riuscivo a leggere bene solo se avevo il libro o il pc ad un palmo dal mio naso; specie le forme circolari erano per me impossibili da vedere, tanto la mia visione era come vedere l’effetto cinema 3D, ma senza lenti 3D (provateci è una bruttissima sensazione per me quotidiana!).
La cosa più assurda che ricordo di quel periodo era il non riuscire a trovare le parole giuste per spiegare quello che vedevano i miei occhi, perché tutto era così distorto, così strano che spesso mi era difficile comunicare con i miei genitori e la mia ragazza che come me soffrivano, lottavano e m’incoraggiavano. Passarono ben quattro anni dal 2006, finché nel giugno 2009 facendo delle ricerche su Internet, la mia ragazza trovò il sito del Dott. Lombardi e tutto quello che da tempo cercavamo ovvero << Una cura per il cheratocono >>. Prenotai una visita allo studio di Roma e una volta arrivato lì feci un’attenta visita oculistica mai fatta così prima d’ora, ve l’assicuro. Ricordo che entravo e uscivo da una stanza all’altra, vedevo gente seduta ovunque nei corridoi, gente che come me aveva il mio stesso problema e in cuore mio avevo tanta paura, paura che non si potesse fare niente per me, che il mio stadio fosse avanzato. E invece arrivato nello studio del Dottor Lombardi, sembrava quasi che il dottore stesso conoscesse il mio problema, come se fosse stato affetto da questa patologia.. descriveva con dettagli impressionanti ogni cosa e più parlava più qualcosa mi diceva che ero arrivato nel posto giusto.. non so dirvi cosa mi scattò dentro, ma credetemi, qualsiasi cosa fosse era una sensazione positiva e con il senno di poi lo posso affermare. 
A novembre 2009 ho avuto l’intervento ad entrambi gli occhi e posso dire che dopo mesi di convalescenza e diverse visite di controllo, oggi posso dire di riuscire a vedere come non ho mai visto prima. L’ultima visita di controllo risale al 15 ottobre 2012 e vedo 12/10, partendo da una situazione iniziale di neanche 4/10!
Ringrazio il Dottor Lombardi e tutta la sua equipe specializzata, per tutto quello che hanno fatto per me, per la comprensione ai miei stati d’animo altalenanti e a tutte le risposte alle numerose domande che mi ero sempre fatto e alle quali nessuno e dico nessuno fino a quella visita nel lontano 2009 aveva saputo rispondere adeguatamente; per aver risolto il mio problema e per l’assistenza nel periodo di recupero dopo l’intervento. In particolar modo le Dott.sse Patrizia e Silvia e la Sig.ra Giovanna.
Mi sono ritrovato nella situazione difficile di decidere di essere operato di lì a poco dato lo stato già molto avanzato in cui ero, dove c’era un unico dottore contro il parere di moltissimi altri, una procedura che solo lui mi aveva proposto …avevo molti dubbi e molta paura; anche se il Dott. Lombardi era stato disponibilissimo a rispondere a tutte le mie domande e a quelle dei miei genitori e darci spiegazioni comprensibili sulla malattia e sulla sua procedura, il parlare con persone che avevano già avuto l’operazione e avevano lasciato la loro testimonianza, sentire le loro storie differenti dalla mia ma molto simili nella malattia, mi ha dato sicuramente un po’ di coraggio in più nel prendere la mia decisione di sottopormi all’intervento. Quindi ringrazio anche la loro disponibilità e lascio il mio numero per chiunque si trovi a dover affrontare questa stessa situazione e ricambiare quella disponibilità ricevuta, perché la mia vita è cambiata in meglio!
 
Con affetto Luca Esposito

Antonio Criscì

Al Carissimo Egregio Prof. Massimo Lombardi.
Scrivo poche ma chiare parole dal pensiero di un appena ventenne che, se un giorno riuscirà a raggiungere il suo sogno, oltre che i propri genitori, deve soprattutto ringraziare la sua persona.
Sono stato da lei operato di cheratocono all’età di appena 17 anni, nella fase della vita in cui ogni ragazzo è convinto di non avere problemi, in cui la concezione della vita è piena felicità.
Ma la storia è molto più lunga di quanto ho già detto.
Tutto cominciò all’età di 13 anni circa quando mia madre ed i miei amici si accorsero della mia anomalia nel mettere a fuoco qualsiasi oggetto e soprattutto qualsiasi elemento di testo.
I miei genitori prenotarono una visita in un famoso centro oculistico nei pressi del mio piccolo paesino, dove i medici non diagnosticarono nulla dicendo che il problema fosse solo una semplice allergia.
I problemi continuarono a persistere e andai a fare una visita da un gettonato oculista di Messina di grandissima fama in Sicilia. Disse che il mio problema fosse un “semplice” cheratocono, dovuto alla congiuntivite allergica, e curabile attraverso uso di lenti a contatto rigide.
All’età di 14 – 15 anni portare le lenti a contatto divenne un trauma dopo che la malformazione della cornea rendeva queste insopportabili.
La situazione divenne preoccupante e i miei genitori non riuscivano a dormire la notte per trovare una soluzione al problema.
Dopo l’ennesima visita il dottore propose un intervento, vantando di essere l’unico a farlo in Sicilia , si parlava di “Cross Linking”.
Stabilimmo l’elevato prezzo da pagare per l’intervento e giorno 7 Marzo 2008 mi recai nel suo studio per farlo.
La paura era tremenda ma la speranza di risolvere il problema era elevatissima.
Dopo un lungo mese di sofferenza tornai alla visita in cui il dottore affermò che l’occhio destro era completamente stabile dopo l’operazione e che tutto fosse andato per il meglio.
Passò la primavera, la lunga estate, e arrivò l’autunno di quell’anno ma la mia vista era quasi inesistente.
Mia madre cominciò a guardare molto avanti e apprese subito che l’intervento effettuato fosse stato un vero e proprio buco nell’acqua, prenotando una visita di controllo.
Si avvicinava il Natale, andammo a Messina, il dottore mi visitò e non si espresse completamente sulle condizioni dell’occhio portando la gradazione delle lenti ad un valore esageratamente preoccupante.
Passando dal mio ottico per acquistare le lenti si accorse che entrambi gli occhi erano in una condizione preoccupante.
Questi prese il telefono e chiamò un suo grande amico che pochi giorni addietro era stato a Roma per sostenere un intervento a causa del mio stesso problema.
Questo suo amico disse al telefono: “Io vedo benissimo, ho buttato gli occhiali, vi dò l’indirizzo del Dottor Massimo Lombardi, andate di corsa da lui, sbrigatevi, ha la soluzione al problema”.
Il mio stato d’animo era inimmaginabile, non mi sentivo nemmeno un semplice ragazzo che pensa solo a divertirsi, ero troppo lacerato dal mio problema.
Mio padre disse “è una scommessa, una speranza, chiamo e prenoto una visita”.
Era il 18 Dicembre 2009, nel clima natalizio i miei genitori presero il telefono e prenotarono una visita presso il centro nazionale laser Via Nazionale 75 – Roma, era lì che dovevo presentarmi il 20 gennaio del nuovo anno.
Dopo un lungo viaggio in treno arrivai allo studio dove, dopo 3 ore circa di visite, il Dott. Lombardi disse: “Bisogna decidere quando operare questo ragazzo, la situazione è inquietante”.
Non ci fu un attimo di esitazione, giorno 2 febbraio 2010 ci vediamo alla clinica per l’intervento.
Confesso che quando entrai in sala operatoria ero poco fiducioso e molto ma molto spaventato, dopo circa 2 ore d’intervento alzai la testa e il dottore mi disse: “Cosa vedi di fronte a te?” – risposi: “È un quadro della Madonna”.
Tale quadro era posizionato a circa 5 metri di distanza, prima dell’operazione non sarei mai riuscito a distinguere quella figura.
Uscii dalla sala operatoria con una maggiore sensazione di felicità che non di dolore.
Tornai a Roma un mese dopo la visita con un ansia tremenda, mi sedetti davanti la tavola ortottica e lessi 10/10 con l’occhio sinistro e 8/10 con il destro (fino a un mese prima il visus del destro era pari ad 1/10 e id il sinistro a 4/10 scarsi).
Esultai come se fossi allo stadio San Paolo a vedere il Napoli, la felicità era assurda, pazzesca, ancor di più quando il dottore disse: “Vai a comprare gli occhiali da sole quelli da vista non servono più”.
Comunque ormai ho scritto abbastanza, non è utile annoiarvi con troppe parole, vi dico solo NON SCORAGGIATEVI, SE AVETE PERSO LA VISTA IO SO DOVE STA, VI DO L’INDIRIZZO: ROMA-VIA NAZIONALE 75 PROF. MASSIMO LOMBARDI.
Non ci crederete ma al fine di raggiungere il mio sogno di essere un militare quest’estate, passando le visite per il porto d’armi, mi fu registrato un visus di 11/10 a dir poco pazzesco.
Finisco dicendo solo GRAZIE DOTTORE MASSIMO LOMBARDI SEI UNICO!!!
P.S. Anzi N.B. Dall’età che va dai miei 5 anni fino ai 17 i miei problemi legati all’allergia erano più che gravissimi, non ho mai passato una primavera o un’estate senza occhi gonfi e naso chiuso. All’interno dello studio la “Grandissima” Dott.ssa Patrizia Belilli SENZA USO DI ANTISTAMINICI E MEDICINE TOSSICHE PER L’ORGANISMO ha posto Game Over i miei problemi allergici attraverso la medicina naturale omeopatica e biocibernetica
E chi se lo sarebbe mai aspettato che tutti i miei problemi là dentro fossero risolti???
Concludo dicendo che se un giorno griderò lo giuro alla repubblica italiana con addosso una divisa, è grazie ai santi che mi hanno aiutato: Massimo e Patrizia.
La testimonianza parla chiaro ma chiunque voglia avere ulteriori consigli e delucidazioni può chiamarmi al numero 3342643578.
Con affetto Antonino Criscì.
 

Armando Biamonte

 

Caro Dott. Lombardi
È passato più di una anno dal mio intervento, e come le ho promesso le invio la mia lettera, che proprio in questo anno ho costantemente aggiornato, scritto e pensato.
È il mio modo per ringraziarla e per esprimerle la mia ammirazione.
Le chiedo (ovviamente l’autorizzo) di usare queste mie parole per poter ridare speranza a chi, costretto da difese e resistenze, cerca ancora di convincersi in tutti i modi che non esiste soluzione, cura e rimedio di alcun tipo …sono convinzioni limitanti che durano da troppo tempo e per questo sono e saranno difficili da scardinare, ma… bisogna “vedere” con i propri occhi per rendersene conto e capire.
Prima di tutto mi presento per poi raccontarvi la mia storia:
Mi chiamo Armando Biamonte, ho 35 anni, vivo in Calabria.
Operato dal Dott. Lombardi nell’Ottobre 2013.
Ho deciso di scrivere questa lettera per raccontare la mia storia e nella speranza di portare il giusto conforto a chi, come me, ha avuto a che fare con il Cheratocono.
Ho passato molti giorni a leggere su internet opinioni, esperienze, dubbi, accuse e calunnie contro il Dott. Lombardi, ma mai nessuno che abbia provato a far chiarezza, mai nessuno che abbia provato a fornire la necessaria tranquillità e serenità a chi si trovava di fronte alla decisione se affrontare o meno un così delicato intervento. Mi dispiace dirlo, ma in questi mesi ho avuto a che fare con l’ignoranza di chi con presunzione, o meglio con paura, cercava di capire tecniche chirurgiche, metodologie diagnostiche, patologie varie e cercava di difendere un sistema che da sempre risultava esso stesso patologico, ma che proprio per questo ne faceva parte additando gli altri come terroristi.
Ho letto tante storie, di chi ringraziava il Dott. Lombardi e gioiva della propria guarigione, magari dopo pochi mesi o dopo 20 anni.
Premesso, e consapevole, che esistono tante altre patologie ben più invalidanti, e ad esito ben più grave, del cheratocono, è bene evidenziare come tutti possono rendersi conto che questo disturbo sia di difficile gestione, perché non basta una semplice correzione con occhiali o con lenti a contatto per riprendere a vedere bene, e perché, proprio per tali motivi o per la già sopra citata paura, sono in pochi a riuscire ad avere una comprensione empatica nei confronti di chi combatte ogni giorno con le difficoltà visive date dal cheratocono stesso.
Per tali motivi, attraverso delle tappe e con tutta la tempistica necessaria, ho deciso di raccontarvi la mia storia, non perché voglia convincervi a sottoporvi ad un intervento delicato, ma per farvi “aprire gli occhi” nell’intento di ringraziare chi mi ha ridato la possibilità di “vedere”.
Cambiare il sistema? No, grazie… lascio agli altri questa convinzione!
Nel 2005 mi fu diagnosticato per la prima volta un principio di cheratocono limitato all’occhio destro. In questa occasione mi fu detto che non c’era nulla di preoccupante ma che avrei dovuto solo controllarne l’andamento.
In realtà ogni giorno la mia vista andava peggiorando tant’è che dopo qualche anno, a seguito di un controllo, mi fu diagnosticato il cheratocono bilaterale.
In questa occasione mi fu proposto come unico rimedio l’uso della lente a contatto rigida che dopo un mese di prove il mio ottico di fiducia mi diede ma che, fortunatamente, i miei occhi rifiutavano  di utilizzare.
Le altre soluzioni: solo aspettare di arrivare al terzo stadio per entrambi gli occhi per poter essere ammesso alla lista dei trapianti di cornea.
Negli anni la vista andava sempre più peggiorando: non riuscivo a leggere un libro né tantomeno a lavorare davanti al computer senza riportare un enorme affaticamento agli occhi ed il conseguente mal di testa.
Nel 2009 navigando su internet trovai qualcosa riguardo la metodologia del “cross linking”, una tecnica-trattamento che, a detta degli specialisti del settore, si mostrava molto efficace nell’arrestare la patologia.
Così, dopo averne studiato la tecnica ed i risultati, trovai una clinica specializzata in Calabria e decisi di sottopormi a questo trattamento.
L’ottimismo dei medici era elevato e mi assicurarono che ne avrei tratto dei giovamenti anche a livello di acuità visiva con un recupero fino a 2/10.
In realtà non si trattava di un semplice trattamento ma di un vero e proprio intervento chirurgico, eseguito in sala operatoria: dopo lo scrub del tessuto epiteliale, la tecnica prevedeva questa sorta di “bagno” di vitamina B2 trattata per ore con i raggi UV, e la successiva applicazione della lente a contatto post-operatoria.
Il recupero da questo trattamento, limitato al solo occhio destro, è durato più di due mesi e posso assicurare che ho avuto enormi fastidi relativi alla fotofobia, alla sensazione si sabbia sotto la palpebra, alla vista appannata e scompensata rispetto all’occhio sinistro e ai relativi disturbi tipo emicranie ecc.ecc.
Dopo questa esperienza, che per inciso non aveva portato nessun recupero della capacità visiva, decisi di non effettuare il trattamento all’occhio sinistro, anche perché qui la visione risultava abbastanza buona, anche se per guidare e per guardare la tv dovevo portare degli occhiali da vista molto forti: in realtà non riuscivo a portarli abitualmente perché non riuscivo ad adattarmi.
La correzione della vista in questo periodo era la seguente: astigmatismo miope con OD +1.50 e -4.00; OS +0.50 e -3.50.
Passati tre anni, siamo nel 2013, a seguito di una vista, la diagnosi dei medici fu: cheratocono al terzo stadio per entrambi gli occhi con andamento “esplosivo” della patologia. La correzione non superava per entrambi gli occhi i 5/10.
L’unica soluzione? Trapianto di cornea… oppure possiamo fare il cross linking nell’ambulatorio privato all’occhio sinistro e vedere tra un po’ che succede.
Devo sottolineare che il trattamento del destro con il cross linking aveva dato dei buoni risultati in quanto la progressione della patologia era più lenta rispetto al sinistro, ma, lo ripeto, senza ottenere miglioramenti della capacità visiva.
Detto ciò, non riuscivo a rassegnarmi a queste soluzioni e iniziai a cercare su internet fino a trovare Massimo Lombardi.
Leggendo sul suo sito il mio stupore fu ancora più grande, perché non riuscivo a capire la diversità di opinioni tra i medici che mi prospettavano il trapianto come unica soluzione, e questo dottore che parlava di guarigione.
Vi assicuro che ho iniziato a studiare tutto nei minimi particolari… ed a pormi alcune riflessioni:
1) Fino a poco tempo fa il cheratocono era una patologia ereditaria, ora si parlava di infezione, di danno provocato dallo sfregamento degli occhi: chi ha ragione? Non lo so, ma nella mia famiglia, da generazioni, nessuno ha mai avuto il cheratocono, anzi quasi tutti hanno sempre vantato una meravigliosa capacità visiva.
2) Trapianto di cornea: che non sia risolutivo lo sappiamo, ma avete provato a chiedervi quanto costa al SSN un intervento del genere? Sapevate che ogni azienda ospedaliera deve attingere ad una banca di donatori della cornea? Sapete quali sono i costi che un ospedale sostiene per tutto ciò? E sapete chi paga tutto questo?
3) Sapete quante cause legali esistono per infezioni dovute a cross linking eseguiti in regime ambulatoriale?
4) Quanto vi costano le LAC? E le visite di controllo dallo specialista che da anni ed anni vi tiene sotto controllo?
5) Sapete che per farvi resistere alle lenti rigide vi danno un collirio anestetico?
E vi assicuro che domande su questo medico, Massimo Lombardi, me ne sono fatte fin troppe.
Ho letto tutti i forum su cui veniva citato e additato come un “pazzo terrorista”… chi si appigliava contro il titolo di “Dottore vs Professore”… chi voleva i referti diagnostici-clinici degli interventi… chi parlava degli strumenti… del colore della macchina… ecc… ecc…
Quanta fatica per far star zitto quel “sistema”…
Ma alla fine mi sono deciso, andai a fare la visita dal Dottore e dopo qualche giorno mi sono sottoposto all’intervento di Mini ARK e cross linking.
Ora non voglio parlare della gentilezza o della professionalità, come ho trovato nelle lettere degli altri pazienti, ma voglio dirvi cosa ho provato.
L’intervento è stato durissimo, perché la suggestione di poter vedere tutto l’iter fa brutti scherzi, ma non a caso ho utilizzato la parola “vedere”, perché proprio in fase operatoria ho iniziato a vedere meglio.
Ma qui voglio evidenziare la diversità del trattamento relativo al cross linking, non più effettuato con lo scrub epiteliale.
La prima notte è stata un incubo: credevo di impazzire. Non riuscivo né a riposare e né tantomeno a dormire, mentre passavo il tempo a camminare per la stanza dell’albergo cercando di prendere a pugni il muro per non sentire il dolore agli occhi.
Dal secondo giorno iniziava ad andare un po’ meglio, ma ho passato più di 10 giorni tra dolori, fotofobia, sensazione di sabbia negli occhi, mal di testa. Non riuscivo a guardare la tv, non riuscivo nemmeno a parlare con gli altri. Ma una sera, ho visto la targa della mia macchina…
Non vi nascondo che ho avuto qualche complicazione, perché l’euforia del poter rivedere mi ha fatto correre un po’ troppo non rispettando i tempi di guarigione: ho ripreso a lavorare, ed a guidare, dopo pochi giorni, e ciò mi ha fatto sforzare la vista, con il risultato di una diplopia e vari fastidi legati sempre alla fotofobia.
Dopo due mesi dall’intervento presentavo ancora difficoltà a guidare la macchina, a guardare la tv, non riuscivo a leggere, a fissare lo sguardo delle persone con cui parlavo, provavo fastidio negli ambienti con fumo, e avevo la necessità di dormire più di quanto abbia mai dormito in vita mia.
Dopo tre mesi dall’intervento i fastidi iniziavano a diminuire, una lenta ma costante ripresa, soprattutto dalla fotofobia e dalla diplopia.
La visione per quanto riguarda l’occhio sinistro è spettacolare, mentre l’occhio destro, quello più compromesso, presenta una capacità visiva inferiore, ma le parole del Dott. furono chiare e semplici: per poter avere un risultato definitivo dobbiamo aspettare almeno un anno.
Il Dott. mi consigliò di provare ad utilizzare degli occhiali, limitatamente alla sera, ma specificando che sarebbero risultati provvisori. La correzione era la seguente: OS -0.50 e OD +0.5 e -1.5. Infatti, dopo un mesetto gli occhiali non andavano già più bene in quanto la vista migliorava costantemente.
Ma avere 10/10 all’occhio sinistro e 9/10 al destro… senza l’aiuto delle lenti!!!
Finalmente, dopo più di 6 mesi quella maledetta fotofobia non c’è più!!!
Arriviamo così al mese di luglio 2014, dove a seguito di una visita oculistica obbligatoria mi confermano i quasi 11/10 all’occhio sinistro e 9/10 al destro.
Anche se per pochi giorni, nei mesi estivi sono andato al mare riuscendo a stare sotto il sole senza occhiali e andando sott’acqua ad occhi aperti: sempre l’euforia, ma dopo essermi calmato un po’ vi assicuro che in spiaggia tenevo gli occhiali e se l’acqua salata toccava i miei occhi ero pronto a lavarli con acqua fresca…
L’ultima visita di controllo è stata eseguita a più di un anno dall’intervento con 11/10 OS e 10/10 OD.
L’occhio destro da solo mette a fuoco lentamente, il tutto a favore di visione migliore del sinistro che a sera mi affatica un bel po’.
È passato più di un anno… ho affrontato un periodo lungo e difficile per riprendermi… ma alla fine ne è valsa la pena.
Non posso sapere quale sarà l’evoluzione di tutto ciò, né a breve e né a lungo termine. In realtà non posso saperlo nemmeno per tante altre cose: mi viene in mente l’esempio di chi per paura di uscire da casa nel timore che gli possa accadere qualche incidente, si ritira dal mondo finendo per impazzire…
 “ ahhh se l’avessi saputo prima!!!”
 La verità è che non possiamo sapere nulla del nostro futuro ma possiamo solo vivere il presente.
Se potessi prevedere cosa mi accadrà domani, andrei a giocare la combinazione vincente del superenalotto…
Avere paura è normale… c’è chi rinforza questa emozione facendola diventare patologica…
Affrontare qualcosa che non si conosce sarà sempre fonte di paura e ansia… affrontare un intervento del genere, andando contro un sistema di convinzioni, richiede coraggio… speranza… e una bella dose di follia.
Per quanto mi riguarda, posso solo ringraziare il Dott. Lombardi per avermi ridato la gioia di vedere e posso solo ringraziare me stesso per la follia che mi ha portato a non credere più a quel sistema, fidandomi solo del mio istinto e delle mani del Dott.
Voglio chiudere questa lettera lunga un anno, così: ho sempre pensato che riuscire a vedere volesse dire andare al di là di tutto ciò che i nostri occhi riescono a cogliere, perché se si aggiungono altri sensi e capacità possiamo vedere tutto ciò che per distrazione scappa dall’attenzione dei nostri organi recettori. Mi è sempre piaciuto pensare che il mio riconoscere una persona da lontano senza poterla vedere chiaramente, fosse una capacità acquisita ed affinata dalla mia condizione visiva. La verità è che questa era solo una giustificazione ed una resistenza ad una condizione che col tempo ti insegnano ad accettare come incurabile. Ora, capisco cosa vuol dire vedere.  
Spero che leggendo queste mie parole chi in futuro si troverà a capire il “Cheratocono” non si sentirà solo, confuso o vittima.
 

Angela Coletti

Mi chiamo Angela ho 33 anni e voglio raccontare la mia storia.

Nel novembre 2007 mentre effettuavo la visita oculistica per il rinnovo della patente di guida la dottoressa mi riscontrò un calo di visus all’occhio sinistro abbastanza consistente (6/10) e mi consigliò un controllo oculistico approfondito data la mia giovane età!

Premetto che io non mi ero affatto accorta di questo problema poiché con l’occhio destro vedevo benissimo e questo compensava la mancanza dell’occhio sinistro.

Prenotai una normale visita oculistica presso l’ospedale della mia città che mi fu dato per fine febbraio (aspettai ben 3 mesi) inconsapevole che magari il problema era serio e dovevo accelerare i tempi. Così alla visita effettuata da una dottoressa specializzanda dell’ospedale mi fu diagnosticato subito il cheratocono bilaterale, più grave nell’occhio sinistro, mi fu detto che non c’erano cure o terapie, che mettendo gli occhiali non avrei risolto niente e che l’unica soluzione era il trapianto, ma bisognava aspettare che peggiorasse la malattia, intanto mi consigliò l’uso di lenti semirigide ad entrambi gli occhi!

Ricorderò quel momento come il più brutto di tutta la mia vita, ero ad un mese dalla mia tanto sudata laurea, dopo aver studiato per anni ed anni, stavo per realizzare un sogno, finalmente la mia vita poteva essere più serena, priva di un peso che tanto mi affaticava ed invece si trasformò nel periodo più brutto che potessi immaginare.

Sperando in un errore andai ad una visita a pagamento, ma il risultato fu lo stesso.

A quel punto consigliata anche da questo oculista di mettermi le lenti a contatto, decisi di farmele fare e mi controllavo ogni tre mesi, come consigliato, per seguire l’evoluzione della malattia, tanto mi avevano detto che a trent’anni si fermava. Feci altre 2 mappe oltre la prima e in tutte la mia situazione peggiorava, intanto ero arrivata ad un visus di 1/10 all’occhio sinistro.

Un giorno un’amica di famiglia mi consigliò di andare a Milano a fare una visita da un bravo oculista e così feci. Qui mi consigliarono il cross-linking. L’avrei dovuto fare di lì a tre mesi prima in un occhio e poi nell’altro dopo 6 mesi. La tecnica mi dava qualche speranza, ma non mi convinse e così mi misi a cercare su internet cosa fosse questo cross-linking e dove si facesse in Italia e scoprii il sito del Dott. Lombardi. Prenotai una visita e dopo nemmeno 10 giorni ero a Roma a farmi visitare da lui.

La cosa che mi colpì subito fu la sua sicurezza, la professionalità, la positività con la quale mi parlò dell’intervento, mi colpì molto la frase: “tra un po’ di tempo il cheratocono per te sarà solo un brutto ricordo”. Decisi subito che non potevo più aspettare e prenotai l’intervento di MINI ARK e cross-linking per marzo 2009. L’operazione andò benissimo e ora a distanza di 4 anni sento la necessità di ringraziare il Dott. Lombardi per avermi ridato la speranza e liberata da un problema che non mi dava più pace, oltre a lui ringrazio tutti i suoi collaboratori perché sono persone fantastiche.

Angela Coletti

veronica.angela@tiscali.it

Paolo Basso

Gentilissimo Dott Lombardi

grazie alla sua operazione compiuta intorno alla fine di ottobre 2010 ora ho ricominciato a vedere con i miei occhi e senza soprattutto non porto più gli occhiali.

Sarò per sempre immensamente grato a lei.

ancora grazie

Paolo Basso

paolobasso79@libero.it

Luca De Vita

Carissimo Prof. Lombardi,

mi sento il dovere di scriverLe questa lettera per dimostrare a Lei e al Suo staff la mia profonda gratitudine.

Sono Luca De Vita, un ragazzo di 28 anni.

La scoperta del cheratocono la ebbi nel 2000, quando portando gli occhiali per la correzione della miopia mi accorsi di vedere meglio senza lenti. Effettuando diverse visite oculistiche, mi fu scoperto questo famoso cheratocono all’occhio sinistro. A dire il vero, inizialmente non diedi molto peso, anche se mi fu prospettata la situazione come potesse evolvere ma, forse per la giovane età, non diedi molta considerazione. Come rimedio per la correzione visiva ebbi la classica lente a contatto rigida!!!

Nel 2004, il visus all’occhio sinistro incominciò a modificarsi radicalmente. Le visite oculistiche rilevarono un netto peggioramento del cheratocono.

Arrivai al 2005 e la situazione, per gli oculisti interpellati, era rivolta al trapianto di cornea… ma una mattina navigando in internet per cercare maggiori informazioni e per vedere se realmente non vi fosse altra soluzione che “finire sotto i ferri” per trapianto, trovai informazioni su una tecnica chirurgica chiamata Mini A.R.K..

Bhè…devo dire la verità, lessi un po’ la tecnica in che cosa consisteva e anche alcuni commenti di pazienti che già avevano effettuato l’intervento, mi sembrava di aver trovato la strada giusta per uscire dal tunnel.

Mi ricordo ancora il giorno in cui ho effettuato la prima visita… volevo tanto che la speranza – in quel giorno – non mi abbandonasse!!!

La mia preoccupazione era per la situazione dell’occhio sinistro, così grave da avere un visus pari a 1/80!!!

Parlando con il Professore, toccai con mano che la speranza quel giorno lì non m’aveva abbandonato, l’intervento poteva essere effettuato, solo che all’occhio sinistro la situazione era un po’ più complicata per via di come era ridotta la cornea (cheratocono al massimo stato e a causa della lente a contatto vi erano dei “graffi” su di essa).

Feci l’intervento, e già dopo pochi giorni incominciavo a vedere meglio… molto meglio!!!

Nei successivi controlli il visus era nettamente migliorato e oggi dopo 6 anni dall’intervento mi ritrovo ad avere un visus che mi permette di svolgere, finalmente, una vita normale.

Posso concludere questa mia testimonianza solo nel dire: GRAZIE!!! Un grazie a tutto lo staff e un immenso GRAZIE al Professor Lombardi!!!

luca.devita@alice.it

Corrado Capacchione

chirurgia asimmetrica incisionale per il cheratocono (Keratoconus Radial Keratotomy)

Sono un ragazzo di 30 anni, all’età di 22 anni, in seguito ad una visita di controllo dall’oculista di famiglia, il dottore mi ha diagnosticato un presunto cheratocono. Mi consigliò di fare esami appropriati per averne conferma. Mi rivolsi subito al nome più importante nel campo. Purtroppo dalla mappa corneale risultò che avevo il cheratocono in ambedue gli occhi e in uno lo stato era più avanzato. Il Prof a cui mi rivolsi mi disse che dovevo solo aspettare fino a quando si arrivava al IV stadio, per poi mettersi in lista per il trapianto della cornea. Fu un fulmine a ciel sereno, mia madre però, inesperta di computer, per capire meglio la patologia, passava pomeriggi interi su internet, fino a quando trovò lo studio del Prof. Massimo Lombardi che, con una tecnica particolare (chirurgia asimmetrica incisionale), risolveva il problema in una seduta, evitando in maniera definitiva il trapianto. Certamente, non conoscendo il Prof. Lombardi, avevamo molte perplessità. Un giorno, mia zia, insegnante, viene a casa e ci dice che la madre di una sua alunna aveva fatto l’intervento al cheratocono presso lo studio del Prof. Lombardi ed aveva risolto il suo problema. Questo episodio ci convinse a contattare il Prof. Lombardi, chiaramente le aspettative erano tante ma, a dire il vero non eravamo ancora molto convinti, perchè, intanto avevamo fatto altre visite presso professori della nostra regione, la Puglia, i quali ci avevano detto sempre le stesse cose e cioè che l’unica soluzione al problema, sarebbe stato il trapianto. Ora affidarsi ad un Professore sconosciuto, che poteva anche rivelarsi un ciarlatano e lasciare la medicina ufficiale, quella dei professoroni, era un passo coraggioso. Lo abbiamo fatto, abbiamo prenotato la visita, si è fatto un trattamento omeopatico antiallergico, perchè una delle cause del cheratocono potrebbe essere l’allergia, si è programmato l’intervento e lo si è fatto.

La mia vista è intanto subito migliorata, dalle mappe corneali successive il cheratocono si era molto ridimensionato. Senza farla lunga, oggi dopo sette anni dall’intervento, non porto occhiali, dall’ultima mappa corneale lo spessore della cornea è aumentato di parecchio (cosa non da poco) e non soffro quasi più di allergie.

Concludendo, non riesco a spiegarmi come mai, queste terapie non sono usate nelle strutture pubbliche, o meglio forse qualche idea ce l’ho ma la tengo per me.

Dimenticavo, un dottore radiologo, amico di papà, già soggetto a trapianto di cornea ad un occhio e in attesa di farlo sull’altro occhio, ci ha seguiti nel nostro percorso con lo stesso risultato positivo, ancora oggi ci ringrazia e maledice il giorno in cui ha fatto il trapianto, anche perché ha avuto molti problemi di rigetto ed è stato costretto ad ingerire molti farmaci.

Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti e chiunque può contattarmi sul mio indirizzo mail: capacchionea@libero.it

Corrado

Laura Fullin

Sono stata operata di cheratocono dal dottor Massimo
Lombardi dieci anni fa, e la mia vista, prima gravemente
deficitaria, è migliorata nettamente con un recupero
della capacità visiva direi almeno dell’ottanta per cento.
È una delle cose più importanti che abbia mai fatto
per la mia salute e non posso che essergli grata in eterno…
 
Laura Fullin, Milano
 
Autorizzo la pubblicazione di questa mail ai sensi della legge sulla privacy

Giada Mula

Carissimo Prof. Lombardi,
mi sento in dovere di scriverLe questa mail per esprimere a Lei e alla Sua meravigliosa Equipe tutta la mia gratitudine e perché desidero rassicurare tutti coloro che stanno vivendo il dramma del cheratocono, raccontando la mia storia.
Mi chiamo Giada Mula, ho 24 anni e vivo in Sardegna. All’età di 22 anni ho iniziato ad avere dei problemi visivi… ho fatto la visita oculistica a novembre 2009 e mi hanno diagnosticato un leggero astigmatismo all’occhio sinistro: -0,50. Dopo circa 3 mesi, mi rendevo conto che con quegli occhiali non vedevo più bene come quando li avevo acquistati, perciò ho fatto un’altra visita a febbraio 2010 e mi hanno confermato l’astigmatismo ma con un leggero peggioramento: -1 grado. Dopo pochi mesi, mi resi di nuovo conto che neanche la nuova graduazione andava più bene, perciò a dicembre 2010 ho fatto un ulteriore controllo: -6 !!!
La dott.ssa della U.S.L. che mi ha visitato questa volta era una sostituta della precedente e quando ha visto la mia cartella si è accorta che c’era qualcosa che non andava (meglio tardi che mai!!). Effettivamente non è normale perdere 5 gradi in 10 mesi!!! Mi ha dunque consigliato di fare una topografia, dicendomi che c’era il sospetto di un cheratocono. Non conoscendo questa patologia, le ho chiesto di cosa si trattasse e quando me l’ha spiegato mi sono subito spaventata… e immaginate la mia crisi quando mi ha detto:”NON C’E’ CURA PER IL CHERATOCONO.. TI METTERANNO UNA LENTE RIGIDA PER RALLENTARE LA MALATTIA, FINO A QUANDO AVRAI BISOGNO DEL TRAPIANTO DELLA CORNEA.” 
Comunque, faccio la topografia e mi hanno confermato il cheratocono all’occhio sx, e anche qui mi dicono che l’unico rimedio sarebbe stato prima la lente rigida poi il trapianto.
Fortunatamente un carissimo amico di famiglia conosceva il Prof. MASSIMO LOMBARDI e mi ha detto di stare tranquilla “CHE LUI FA MIRACOLI!!!” (testuali parole!) e aveva ragione!!!
3 giorni dopo parto per Roma per farmi visitare dal Prof. e dalla sua meravigliosa Equipe, che come se non bastasse si sono subito accorti che la malattia stava prendendo il suo corso anche nell’occhio destro! Con molta paura, ma con estrema fiducia, il 21 dicembre sono stata operata a tutti e due gli occhi. Sono trascorsi solo 2 mesi dall’operazione e ho già recuperato il 90% della vista.. ora ho bisogno degli occhiali solo per guardare la tv e il computer! Vi ringrazio veramente di cuore per la professionalità e l’affetto che mi avete dimostrato durante l’operazione! Non vedo l’ora di rivedervi tutti alla prossima visita! Siete FANTASTICI!!!! E il Prof. Lombardi è UNICO! Perciò mi rivolgo a tutti coloro che hanno dei seri problemi di vista: non esitate e fatevi visitare da Lui.
 
Mamoiada, 16/02/2011
 
                               Con affetto 
                              Giada Mula

Domenica Rodio

Egregio prof. Lombardi,
desidero ringraziarLa per avermi dato la possibilità di ritornare a condurre una vita “normale”. La grave malattia del CHERATOCONO mi era stata diagnosticata all’età di 20 anni. Con il passare del tempo (ora ne ho 42 ), mi ero rassegnata all’idea che l’unica soluzione al mio problema sarebbe stata, in un lontano futuro, il trapianto della cornea. Questo era ciò che ogni medico mi diceva, ogni qualvolta mi sottoponevo a visite oculistiche. Pertanto continuavo a condurre una vita piena di disagi, di pericoli, di rischi e di sofferenze poiché la mia vista era inferiore ai 3/10, nonostante l’uso delle lenti a contatto. Per vedere al meglio le usavo fino a 14 ore al giorno, ma la mia vista continuava a peggiorare. Dopo essermi sottoposta agli interventi chirurgici in cui sono state usate le tecniche chiamate Mini A.R.K. e Cross Linking, sperimentate da Lei, a distanza di poco tempo sono rinata, e oggi riesco con l’ausilio di leggerissimi occhiali a raggiungere i 9/10.
Grazie di cuore a Lei e alla sua meravigliosa equipe per avermi ridonato la VITA.
Rodio Domenica
Autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi della legge n. 196/2003.

Nicola Achille

28 Marzo 2012
 
Oggi ho 33 anni, e sin dall’adolescenza ho sofferto di piccoli fastidi all’occhio sinistro ma nonostante diverse visite mediche non mi è stata mai riscontrata alcun anomalia agli occhi anzi gli esiti delle visite sono sempre stati positivi. Negli anni a seguire mi sono totalmente disinteressato di quei piccoli fastidi visivi fino a quando all’età di circa 27 anni ho notato effettivamente che i problemi alla vista si acuivano, in particolar modo nelle ore notturne. Ancora per qualche anno ho lasciato perdere, attribuendo magari la cosa a periodi stressanti, in realtà per pigrizia non mi decidevo ad effettuare un altro controllo. A partire dalla fine del 2008 i problemi si sono fatti talmente evidenti che non era più possibile ignorarli. Infatti il calo della vista era ormai chiaro, non riuscivo più a mettere a fuoco in maniera corretta gli oggetti e nelle ore notturne le luci si sdoppiavano e mi creavano fastidio. In più avevo notato che anche l’occhio destro che sino ad allora non mi aveva dato alcun problema iniziava a darmi fastidio. Nell’estate del 2009 a seguito di una visita oculistica, e successivamente di una mappa corneale mi è stato diagnosticato un cheratocono di 2-3° livello all’occhio sx e di 1°livello a quello destro. La situazione che mi era stata prospettata l’ho vissuta come un trauma, infatti l’oculista a cui mi ero rivolto mi aveva riferito che non vi erano rimedi a questa malattia se non l’uso di lenti a contatto specifiche (abbastanza costose) che dovevano essere sostituite al passo con la perdita della diottrie, fino ad arrivare ad un trapianto di cornea. Sconfortato dalla situazione mi son comunque rifiutato di indossare le lenti e ho indossato degli occhiali. Nei primi mesi del 2010 il mio astigmatismo era di +1,50, -5 all’occhio sx e di +0,50 all’occhio dx. Ormai rassegnato ho saputo per caso da un amico osteopata dell’esistenza della clinica del dottor Lombardi, così a fine maggio 2010 ho prenotato una visita nella clinica di Roma. Il prof. Lombardi a termine della visita mi ha proposto un intervento di Mini A.R.K. + C.L.A.S. ad entrambe gli occhi, garantendomi la guarigione certa dell’occhio dx e un sensibile miglioramento dell’occhio sx. Ho effettuato l’intervento la prima settimana di giugno 2010 e dopo qualche problema di fotofobia (che è una reazione del tutto soggettiva) verso la fine dell’estate ho iniziato a godere dei sensibili miglioramenti. Nell’arco dell’anno e mezzo successivo all’intervento a seguito delle visite di controllo ho appreso che la mia vista si stabilizzava sempre di più, e man mano diminuivo le diottrie delle lenti degli occhiali. Tra l’altro questa fase di stabilizzazione mi era già stata preannunciata dal prof. Lombardi, anzi mi è stato spiegato che può durare anche per diversi anni pertanto non è raro che ad anni di distanza dall’intervento l’occhio continui a migliorare. Attualmente indosso degli occhiali da vista con lente neutra all’occhio destro e un astigmatismo di +1; -2 all’occhio sx. La situazione quindi è notevolmente migliorata e di questo ringrazio il prof. Lombardi e tutto il suo staff. Il mio consiglio comunque è quello di effettuare l’intervento il prima possibile una volta diagnosticato il cheratocono dato che prima si interviene e maggiori saranno i benefici.
Distinti Saluti                                                                                             Nicola ACHILLE
 

Autorizzo la pubblicazione sul sito web della clinica di questa mia dichiarazione       

                                                                                                                              

sea2679@vodafone.it

Ernesto Bortolotti

All´attenzione del Prof. Massimo Lombardi !
Caro Dottore,
 
credo vivamente che sia giunto il momento di raccontare le mie esperienze personali.
 
Partiamo dalla primavera del 2008, quando il mio OD non sopporta piú la LAC rigida. Mi rivolgo nuovamente presso il mio oculista ed all´ottico, cercando di trovare la LAC piú appropriata. Nonostante diversi tentativi  il dolore all´occhio persiste. I professionisti gelano all´improvviso ogni mia speranza. “L´ultimo passo che rimane è il trapianto di cornea.”
 
Ma come! Per anni mi hanno tranquillizzato, dicendomi che
– il Cheratocono è probabilmente frusto,
– non mi devo preoccupare,
– vi sono MOLTE persone che arrivano con le LAC a 80 anni,
– ecc. ecc..,
 
A questo punto vengo a conoscere, sul Web, il nominativo del Professore Massimo Lombardi. Risale al settembre 2009 l´incontro con la Persona che profondamente ha cambiato in positivo la mia esistenza. Ad una prima visita su Milano, mi vengono fornite importanti informazioni (che mai nessuno prima mi aveva fatto presente e spiegato con chiarezza e profondità). Seguono almeno una decina di analisi per verificare lo status del cheratocono su entrambi gli occhi.
Alcuni dati:
– Stadio del Cheratocono: OD: IV° – OS: III°
– visus naturale OD 1/20 – OS 2/20 –
– Pachimetria OD 260 mk – OS 360.
 
Mi riscontrano alcuni leucomi, dovuti allo strofinamento ed effetto “altalena”  della LAC sull´OD.
Con questi ed altri dati mi rivolgo ad altri centri (Dresda, Üttingen, Siena, Milano, Mestre). Mi riferiscono che i risultati della pachimetria non permettono di procedere ad alcun intervento (leggi ad es. Cross Linking, Anelli Infrastomali, ecc.), eccetto il trapianto corneale. In aggiunta commentano questa via “semplice” e sicura con risultati ottimali. La cosa mi insospettisce alquanto. Le statistiche riscontrate ne fanno ben altro quadro.
 
Il Professore Lombardi mi tranquillizza. Approfondiamo bene sia l`intervento chirurgico “Mini Ark” ed altri approcci da lui da anni utilizzati.
Per me, come in tutte le altre attività della mia vita, è importante fissare alcuni obiettivi. Eccoli, in ordine di priorità :
1) salvare le cornee
2) liberarmi dalla schiavitù delle LAC
3) riacquisire un visus sufficiente con occhiali correttivi che mi permetta una vita normale.
 
Un monito per chi è nelle mie condizioni: NON indugiare. La strategia di spostare negli anni la decisione di “fare qualcosa” non porta alcuni frutti. La speranza che qualcuno un giorno inventi la cura o pillola provvidenziale  
–       fa passare solamente tempo prezioso
–       peggiora progressivamente lo status delle cornee
–       rende sempre piú difficile e complesso l´intervento e
–       riduce le probabilitá di successo dello stesso.
 
Ritornando alla mia esperienza: nel dicembre 2008 si interviene sull´OD. I risultati sono immediati: già nella sala operatoria il Professore mi fa leggere l´orario di un orologio appeso al muro lontano almeno 3 metri! Nelle sedute di controllo successive arrivo ad un visus naturale di 8/20, 16/20 con occhiale (correzione negativa – 3 Diottrie). Nel febbraio 2009 si interviene sull´OS. Esito: 10/20 vn e 20/20 con occhiale (correzione postiva +2 Diottrie). Nel Febbraio 2010 procedo ad un ritocco dell´OD, ancora miopico. Esito: vn 10/20 e 18/20 con correzione positiva (ipermetropia di +3 diottrie). La pachimetria, ad oggi, dà i seguenti valori: OD 490 mk – OS 500 mk (incredibile ma vero!).
 
Il decorso post-operatorio è stato altrettanto interessante. La fotofobia, nel mio caso, mi ha seguito giorni dopo l´intervento. Con l´aiuto di un trattamento rigenerativo, con cure studiate ad hoc dal Professore, ho riacquistato velocemente la normalità (dopo ca. 45 gg dall´intervento). Premetto inoltre che la mia predisposizione a seguire trattamenti omeopatici ed antitossicologici mi ha permesso di sposare immediatamente i consigli e le cure del Professore e del suo Team. Questo ha giovato enormemente soprattutto per l´intero quadro fisico della mia persona. Molte persone che mi conoscono bene sono rimaste sorprese da come oggi sono cambiato. Molti infatti riconoscono in me un forte ringiovanimento.  
 
Oggi vivo veramente una vita normalissima. I tre obiettivi precitati sono stati pienamente raggiunti, anzi superati. Alcuni esempi della mia vita decisamente migliorata:
–       erano ormai anni che non mi godevo un tuffo dal trampolino
–       fare running con vento e polveri
–       fare attivitá subacquea al mare
–       sciare con vento o pioggia
–       uscire la sera senza piú dolori agli occhi per le lunghe ore di LAC portate
–       camminare senza piú il terrore che qualche corpo estraneo entrasse negli occhi
–       ecc. ecc.
 
Credo che sia difficilissimo trovare parole di ringraziamento per tutto l´impegno professionale ed umano ricevuto.
Grazie di cuore, caro Professore. Grazie anche al Tuo super Team!
 
Siamo e Le saremo grati per tutta la vita.
 
Ernesto e Famiglia Bortolotti
 
 
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Dott. | Dr. Ernst Bortolotti

Leonardo Mangia

Buongiorno, mi chiamo Leonardo Mangia e ho 18 anni.
Il cheratocono mi fu diagnosticato 7 anni fa, in una forma lievissima che non comportava nessun difetto visivo. Dopo tre anni, però, la mia vista iniziò a peggiorare e per un breve periodo riuscii a correggerla con dei banalissimi occhiali per astigmatico, ma dopo due anni questi non bastarono in quanto l’astigmatismo era diventato irregolare. Così sono dovuto ricorrere a delle lenti a contatto rigide, che molti oculisti o ottici mi avevano consigliato, rassicurandomi che oramai erano sicurissime che non provocavano nessun danno alla cornea, anzi contenevano la crescita del cheratocono. Pertanto, vedendo senza di esse con gli occhiali 3-4/10 da un occhio e 6/10 dall’altro, abusai di esse, tenendole addosso circa 10 ore al giorno, soprattutto per motivi scolastici, in quanto senza di esse non riuscivo a leggere o mi stancavo moltissimo. Questo abuso, però, ha portato comunque a un peggioramento della vista naturale e a un notevole assottigliamento della cornea, fino a quando, questo luglio, lo spessore era sceso sotto i 400 microm, quindi valori idonei per il trapianto. Allora molto preoccupati, io e i miei genitori ci siamo informati sulle operazioni che potevano contenere o migliorare il mio visus. Abbiamo trovato solo la clinica del Professor Lombardi che soddisfaceva entrambe le nostre richieste e così dopo una visita di controllo sono stato operato a entrambi gli occhi questo settembre.
L’intervento è andato benissimo, sto recuperando di mese in mese sempre più diottrie, passando da 2 decimi per occhio a quasi 8 dopo soli 4 mesi e le speranze di migliorare ancora sono alte.
Mi sento in dovere però di raccontare anche il mio trascorso post operatorio, infatti, come preannunciato dal professare e dalla sua equipe, la prima notte è stata parecchio pesante, sentivo negli occhi come dei sassi. Passata quella, però, il dolore è passato in meno di due settimane, ma la fotofobia è durata molto più a lungo, quasi tre mesi, ma grazie a una cura omeopatica del Professore dopo è passata in breve tempo anche quella.
Ringrazio infinitamente il professore e tutto il suo staff e le sue collaboratrici, per avermi ridonato la vista, evitato il trapianto di cornea e per darmi buone speranze che il mio visus possa migliorare ulteriormente, con un altro piccolo intervento o solo col trascorrere del tempo.
 
Grazie mille,
Leonardo

Rossella Serale

Gent.mo Prof. Lombardi
 
è ormai trascorso un anno dall’intervento chirurgico e mi sento in dovere di scriverLe questa lettera per ringraziarLa.
Mi chiamo Serale Rossella, nell’ottobre 2009 mi hanno diagnosticato il cheratocono.
Ero miope dall’età di 12 anni e dopo una normale visita oculistica è subentrato uno astigmatismo di -5 all’occhio sx.
L’oculista mi invitò ad effettuare una topografia e mi venne diagnosticato un cheratocono (cosa a me sconosciuta) all’occhio sx.
Effettuai vari accertamenti da Dott. specialisti e per tutti la diagnosi era la stessa: inserimento di anelli intrastomali e col tempo trapianto di cornea senza nessuna garanzia sull’effettiva guarigione.
Ero sconcertata del fatto che al giorno d’oggi non c’era soluzione del cheratocono senza il trapianto della cornea; poi navigando su internet trovai il sito del Dott. Lombardi e fissai un appuntamento a Milano il 17/12/2009.
Con ansia feci la visita e il Dott. Lombardi mi rassicurò molto della riuscita dell’operazione (mini ark e cross linking), seguirono giorni molto difficili, fidarmi del Dott. Lombardi o seguire la prassi U.S.L.?
Decisi di informarmi da altri pazienti, anche in America, avendo conoscenze, con esiti positivi.
Allora il 16/02/2010 mi feci operare dal Dott. Lombardi e dal suo meraviglioso staff a Roma.
I gg successivi furono difficili, tra offuscamento della vista, debolezza, fotofobia e paura di non vedere più!!
Piano piano ci furono miglioramenti, ma dopo 2 mesi avendo ancora problemi di fotofobia il Dott. mi consigliò di effettuare un ciclo di iniezioni oculari. Così feci e il problema svanì.
Ora a distanza di un anno sto bene, porto un leggero occhiale e non ringrazierò mai abbastanza il Dottor LOMBARDI per avermi ridato la vista.
 
                 Grazie          SERALE ROSSELLA

Francesco Caserta

salve Prof. Lombardi

le scrivo questa mail x ringraziarla e per esprimerle tutto quello che penso su di lei e la sua favolosa equipe, sà io fino a che non l’ho conosciuta tutte le diagnosi che mi venivano fatte erano e risultavano delle vere e proprie condanne interiori e mentali perché mi davano sempre la solita risposta ossia: “Non si preoccupi non è ancora grave la sua malattia quando poi si aggraverà le trapianteremo la cornea”, senza mai pensare a come una persona si può sentire dopo che ti dicono una tale cosa. Non mi sono mai arreso e rassegnato, così dopo tante ricerche su internet ho incontrato il suo sito dal quale ho iniziato a leggere dapprima il suo curriculum e poi tutto ciò che c’è da sapere sul cheratocono. Leggevo e non mi rendevo conto, non mi sembrava vero perché dopo quello che mi dicevano io non vedevo soluzioni al mio problema ed invece poi ho chiamato e ho preso quel famoso appuntamento che, si può dire, mi ha fatto iniziare ad essere vitale e speranzoso per il futuro ossia mi ridato la certezza di un futuro chiaro visto che si parla degli occhi. Abbiamo fatto il primo intervento a dicembre 2009 ed ho iniziato subito dal mese successivo a vedere come non mai anche se mi mancavano poche diottrie prima dell’intervento, poi dai controlli successivi come se non bastasse con un ritocco che faremo al più presto addirittura vedrò 12/10 cosa che non ho mai provato; e che dire cosa vuoi di più dalla vita infatti voglio andare fino in fondo voglio guarire del tutto sia fermare il cheratocono sia riacquistare come si dice una vista perfetta. Ovviamente l’intento di questo messaggio è la diffusione di tali notizie affinché tutte le persone che si trovano nelle mie stesse condizioni oppure peggio, trovino anch’esse questa strada che rappresenta la speranza la guarigione affinché la visione della vita non venga negata a nessuno: intervenire subito, prima, senza perdere tempo. L’augurio che mi faccioèe che lei stia sempre bene ed eserciti quanto più a lungo questa sua brillante ed illustre professione al servizio delle persone che come me prima di incontrarla non avevano nessuna speranza… Non vedo l’ora di rivederla per fissare la seconda operazione per mettere a posto perfettamente la mia situazione visiva nel frattempo la saluto e la ringrazio.

                                                                                                                                 Francesco Caserta

casertaf@alice.it

Ferdinando Sammarco

Mi chiamo Sammarco Ferdinando, ho 39 anni e fin dall’adolescenza ho accusato problemi visivi. Dopo varie visite specialistiche mi è stata diagnosticata la malattia denominata cheratocono. L’unica soluzione a dettta di molti medici sarebbe stato il trapianto di cornea e non mi rimaneva che mettermi in lista d’attesa. Tramite il medico e amico di famiglia, sono venuto a conoscenza della Clinica del Dott. Lombardi e del metodo da Lui utilizzato per cercare di contrastare il cheratocono.
Operare e fare delle incisioni sulla cornea con bisturi nel 1998 era un metodo innovativo che destava perplessità, ma ho avuto fiducia e non mi restava che tentare, dato che per me era impossibile anche solo leggere un’insegna luminosa a distanza di pochi metri.
Ho trovato nel Dott. Lombardi e nella sua equipe disponibilità, chiarezza e ottimismo. Gli interventi che ho fatto ad entrambi gli occhi sono stati fatti in ambulatorio, in pochi minuti e con risultati quasi immediati. Tutt’oggi a distanza di 12 anni posso dire che la situazione è stabile e potrei ancora migliorare sottoponendomi a dei trattamenti laser, cosa che prossimamente farò, lavoro e impegni familiari permettendo..
Questa mia lettera vuole testimoniare che l’operato del Dott. Lombardi potrà essere di grande aiuto a chi soffre di patologie importanti come il cheratocono; ci sono molte informazioni contrastanti che riguardano questo argomento, ma credetemi vale la pena di tentare questa cura alternativa, sicuri di avere a che fare con persone competenti che spiegano pro e contro, e non danno false speranze ma illustrano chiaramente cosa si può fare e come si può migliorare, tenendo conto che ogni persona ha le sue problematiche e non per tutti la soluzione è la stessa.
Un ringraziamento al Dott. Lombardi e alla sua “squadra”, in particolare a Giovanna, sempre gentile e disponibile.
 
Sammarco Ferdinando
Oderzo, 12 ottobre 2010
 
nota: autorizzo la pubblicazione di questa lettera nel Vs sito e la diffusione dei miei dati a quelle persone che desiderano una testimonianza diretta. 
 

Gianni Cognigni

Egr. Pof. Lombardi, mi chiamo Gianni Cognigni, ho subito un intervento da lei nel  dic. 2004 e un piccolo ritocco l’ anno dopo,  e un intervento
di cross-linking nel  giugno 2008. Ho cominciato a vedere meglio già dopo 48 ore dal 1 intervento (ho gettato via le lenti a contatto che tanta
sofferenza mi hanno dato) ad oggi specialmente dopo il cross-linking è come se non mi ricordassi più di aver portato occhiali prima
e lenti a contatto poi, vedo benissimo!!! Nel lavoro non ho problemi ad usare il computer e sono tornato a giocare al calcio, nel 2004 prima
dell’ intervento facevo fatica pure a vedere dove era il pallone. Mi ha ridato letteralmente la vita, ho aspettato tanto tempo a ringraziarla perché
è stato talmente bello quello che lei e la sua equipe avete fatto per me che pensavo che un giorno o l’altro mi sarei svegliato e sarei tornato
a vedere malissimo. Ora non ho più dubbi la sua cura oltre che efficace è duratura nel tempo, parlo ovviamente del mio caso.
Grazie, grazie grazie.
 
 
 
                                                                                          GIANNI COGNIGNI
 
 
 
S. ELPIDIO A MARE lì 06.06.2010

Sabino Metta

Gent.mo Prof. Lombardi e Sua Equipe,

la presente lettera per ringraziarVi di cuore e poter dare fiducia e coraggio a tutti coloro che, come me, hanno vissuto il dramma del cheratocono. Pertanto, autorizzo alla divulgazione del mio racconto affinché il messaggio possa essere utile a chiunque ne abbia bisogno.

A distanza di circa un anno da un evento memorabile della mia vita, racconto la mia storia rivolgendomi a tutte quelle persone affette da questa patologia poco conosciuta, ma molto insidiosa chiamata CHERATOCONO.

Le prime parole le rivolgo come ringraziamento al Prof. Lombardi e la sua Equipe, esprimendo tutta la mia gratitudine per la professionalità dimostratami che mi ha permesso di riacquisire una vista quasi perfetta.

Sono un ragazzo di 26 anni, da sempre ho goduto di buona salute e relativamente alla vista ho accusato solo lievi disturbi durante l’età adolescenziale, tuttavia risolti con l’utilizzo di occhiali da riposo solo in determinati momenti della giornata (ore di studio, utilizzo di computer e TV).

Ma le cose nel tempo sono cambiate e il mio quadro clinico oculistico è degenerato nell’arco di pochissimo. Correva l’anno 2007 avevo da poco terminato il militare quando cominciavo ad accusare dei disturbi ad entrambi gli occhi. I primi sintomi si sono manifestati con fastidi durante la guida notturna (le luci apparivano sfuocate), la vista dei colori, delle immagini e delle scritte in Tv era sempre più difficoltosa, lo sforzo nel rendere più nitido il campo visivo mi creava dei fastidiosi dolori di testa.

Così nel Novembre del 2007 mi sono rivolto ad un Medico Specialista in Oculistica, che a seguito di specifici accertamenti (analisi topografiche corneali) mi diagnosticava un cheratocono in fase iniziale ad entrambi gli occhi. Il Medico, bravissimo nel diagnosticarmi subito il problema, sosteneva tuttavia che non ci fosse cura alternativa alla metodica del cross-linking.

Seppur certi della diagnosi, le perplessità mie e dei miei cari riguardavano le metodiche della risoluzione del problema.

Valutando referenze alternative mediante segnalazioni da parte di parenti , amici e/o mezzi mediatici, siamo venuti a conoscenza della Lombardi Clinic.

Era ormai la fine del mese (Novembre 2007) quando il Prof. Lombardi e la sua Equipe mi confermano la diagnosi di cui sopra, aggravata dalla presenza di una miopia di 4 diottrie per ogni occhio.

Dal mio punto di vista, la situazione clinica si presentava più critica del previsto, ma il Professore mi rassicurava sostenendo che l’applicazione del suo metodo alternativo (MINI ARK ) avrebbe risolto tutti i problemi e che di lì a poco avrei potuto godere di una vista nitida e completa. L’unico problema per il Professore era rappresentato dal fattore tempo, secondo il suo parere e la sua esperienza, lo stadio clinico sarebbe degenerato nell’arco di pochissimo tempo.

La mia decisione, pertanto, doveva essere piuttosto immediata.

Consultatomi con la mia famiglia decisi di sottopormi ad interventi di Minicheratotomia Radiale Asimmetrica Più Cross-Linking Asimettrico Selettivo.

Era il giorno 08.01.2008 quando con un po’ di paura e tanta speranza ho affrontato l’intervento.

La convalescenza personalmente è stata un po’ più lunga e fastidiosa del previsto, ma passati circa 90 giorni, ho cominciato di nuovo a godere, senza più fastidi, della luce e dei colori della vita di ogni giorno.

In fede

Sabino

Canosa di Puglia, 12.02.2009

Metta Sabino

338/8330057

Giuseppina Cipriano

Buongiorno, mi chiamo Giuseppina Cipriano e vorrei raccontare la mia esperienza dopo che mi hanno diagnosticato la patologia del cheratocono.

Nel 2003, casualmente sono andata a fare una visita oculistica perché notavo che la mia vista peggiorava di giorno in giorno fino a non vedere più le immagini. L’esito della visita fu appunto un cheratocono perforante di 2° grado. La cosa che più mi scioccò è stato il rimedio prospettatomi per la guarigione ossia, un trapianto lamellare o totale di cornea con tempi di attesa più o meno lunghi.

Cercando su internet, ho scoperto che per curare il cheratocono, la clinica del Dott. Massimo Lombardi utilizzava una tecnica innovativa di microchirurgia chiamata mini ark. Ciò che mi colpì, fu il fatto che la malattia veniva curata senza intervenire con un possibile trapianto di cornea, cosa del tutto nuova per me che, fino a quel momento, conoscevo come unica soluzione il trapianto di cornea.

Mi sottoposi all’operazione in entrambi gli occhi un mese dopo aver incontrato il prof. Lombardi e posso dire che i risultati furono soddisfacenti. Subito dopo l’operazione, ho iniziato a vedere senza uso degli occhiali e vi posso assicurare che è stata una sensazione fantastica, ma la cosa più importante è stata quella di aver bloccato questa patologia che avanzava in maniera spropositata fino a causare la cecità.

Sono passati 3 anni dall’intervento, sto bene, uso un occhiale CORRETTIVO per l’astigmatismo (con il quale vedo 10/10 in ciascun occhio), sono felice perché ho risolto il mio problema e cosa più importante HO LA MIA CORNEA!

UN ULTIMA COSA: GRAZIE DI CUORE DOTT. LOMBARDI!

PER QUALSIASI INFORMAZIONE I MIEI RECAPITI SONO:

CELL. 347/0420534 giusycipriano@libero.it

Alessandro Scammacca

Ciao a tutti, mi chiamo Alessandro Scammacca e ho 30 anni.
Il mio calvario con questa grave malattia chiamata Cheratocono è iniziata nell’ormai lontano 1998, quando una volta cambiati i vetri degli occhiali mi sono accorto che non vi erano stati cambiamenti e la mia vista non aveva subito nessun miglioramento; quindi una visita specialistica più approfondita aveva diagnosticato il Cheratocono.
Da quel giorno sono iniziate le mie infinite visite, con dottori diversi, ma nessuno sembrava in grado di darmi una risposta seria, l’UNICA cosa che mi sentivo ripetere era: “DEVE PORTARE LE LENTI A CONTATTO, FINO A QUANDO IL SUO OCCHIO RIESCE A SOPPORTARLE, E SUCCESSIVAMENTE SI METTA IN LISTA PER UN TRAPIANTO DI CORNEA.”.
Cari amici, potete immaginare come mi sentivo davanti a queste affermazioni e non riuscivo a farmene una ragione visto che non si prospettavano altre soluzioni, e considerando anche il fatto che i trapianti non sono né sicuri né risolutivi.La mia situazione mi faceva sentire disperato e senza una speranza. Questo fino ad una sera dell’estate del 2002, quando, cercando su internet informazioni sulla mia malattia, ci fu una svolta.
Trovai il sito del Prof. MASSIMO LOMBARDI e per la prima volta trovai delle risposte, trovai un medico che parlava del Cheratocono come se lui stesso lo avesse, come se lui stesso provasse le difficoltà che provavo, i dolori che le lenti a contatto mi portavano ecc. ecc., prenotai subito la visita e dopo una settimana arrivai nel suo studio.
Quando la sua fantastica equipe (e colgo l’occasione per ringraziare di cuore davvero tutti) mi visitò (prima e successivamente venni visitato da lui, il Prof. Lombardi), finalmente trovai le mie risposte: la semplicità con la quale mi parlava della malattia, ma soprattutto quella con cui mi parlava della soluzione, mi rassicurarono subito e capii che ero nel posto giusto.
Dopo una settimana accettai di farmi operare e dal quel giorno la mia vita cambiò.
Ero ad uno stadio della malattia piuttosto avanzato e oggi grazie all’aiuto degli occhiali (che tra qualche tempo il Professore mi ha promesso che ne farò a meno) conduco una vita normalissima, porto l’auto e la moto di giorno e di notte, gioco a calcio, faccio nuoto ecc. ecc.
Il consiglio che posso darvi è quello di non perdere tempo prezioso, perché prima vi affidate nella mani del Professore MASSIMO LOMBARDI e della sua EQUIPE e maggiori e definitivi saranno i risultati.
 
Ciao a tutti.
 
 
19 novembre 2008

Elena Saccani

Mi chiamo Elena Saccani, ho 30 anni; in breve vorrei raccontare la mia esperienza che spero possa servire come aiuto per tante altre persone.  
Nell’inverno 2005 mentre ero al controllo oculistico per il rinnovo della patente mi accorsi di avere dei problemi agli occhi, specialmente al sinistro, vedevo tutto appannato, faticavo molto a leggere le lettere nel tabellone, per me fu già un primo trauma.
Qualche anno prima per una semplice casualità, avevo scoperto di avere dei piccoli problemi agli occhi, astigmatismo ed ipermetropia, ma non gli avevo dato peso. Mi avevano prescritto degli occhiali da vista che in realtà usavo raramente, in quanto con o senza occhiali non vedevo grande differenza.
La situazione era notevolmente peggiorata, mi avevano rinnovato la patente solo perché in entrambi gli occhi raggiungevo i limiti stabiliti dalla legge.
Mi decisi a prenotare una normale visita oculistica con la mutua.. ricordo ancora quando uscii piangendo da quell’ambulatorio… in dieci minuti mi liquidarono dicendomi che avevo una malformazione agli occhi, una malattia chiamata Cheratocono, che non esisteva una cura e avrei dovuto rivolgermi a un oculista specializzato perché con il passare del tempo sarei sicuramente peggiorata e mi parlò già come soluzione di trapianto di cornea. In una sola visita durata non più di dieci minuti, quel dottore aveva già scritto la sua fine per me.
Mi rivolsi subito ad un altro oculista, questa volta a pagamento, sperando che si fosse trattato solo di un errore… invece purtroppo mi fu confermata la sentenza del primo Dottore. Avevo il Cheratocono ed era presente in entrambi gli occhi, nel destro era al primo stadio mentre nel sinistro era già avanzato. Ancora era prematuro parlare di trapianto, anche se era l’unica soluzione prospettatami. Avrei dovuto portare come inizio degli occhiali, che però purtroppo non avrebbero migliorato il mio modo di vedere ma, mi avrebbero aiutata solo a non sforzarmi troppo soprattutto al lavoro. Ogni 4/5 mesi sarei dovuta tornare da lui per i controlli.
Non ho mai voluto accettare questo non fare niente, aspettare di peggiorare per poi arrivare prima alle tanto odiate lenti corneali poi a fare il trapianto, sono ancora giovane e ho una vita davanti. Decisi allora di andare alla ricerca di informazioni sul Cheratocono, visitai su internet tutti i siti, lessi tutto sul Cheratocono.. fui anche molto spaventata da quello che leggevo..
Nel frattempo la malattia progrediva rapidamente nell’occhio sinistro, vedevo sempre meno, mentre per fortuna l’altro occhio era più stabile. La sera facevo molta fatica a guidare ma soprattutto i problemi li avevo al lavoro, sono ragioniera e passo 8 ore al computer e mi facevano male sempre gli occhi e trovavo molte difficoltà al computer.
Per caso trovai il sito del Dott. Lombardi; non esitai un attimo e prenotai subito una visita a Milano, non avevo niente da perdere.
Fui sin da subito entusiasta del Professore, “a pelle” ebbi subito fiducia in lui, una persona distinta e molto professionale, mi affidati completamente alle Sue mani e dopo solo due settimane dalla prima visita senza esitare un solo attimo, valeva la pena tentare una via alternativa, feci l’intervento a Roma ad entrambi gli occhi. Mi operai a febbraio 2006 e a settembre 2006 come avevo già programmato l’anno precedente mi sono anche sposata. Non ho cambiato la mia vita per il Cheratocono e soprattutto non me l’ha rovinata. Ricorderò per tutta la vita il 2006 come un anno meraviglioso.
È passato un anno e mezzo dall’intervento di Cheratonomia Radiale Asimmetrica (Mini A.R.K.) e mi sento benissimo, ora porto degli occhiali solo quando lavoro, ho una vita normalissima e felicissima, continuo il mio lavoro che mi gratifica molto e se anche sto tutto il giorno al computer non ho nessun fastidio.. vivo non sopravvivo.
Non finirò mai di ringraziare il Prof. Lombardi e il suo staff, tutte persone molto qualificate e squisite, sarò per sempre grata a lui, mi ha veramente salvata, mi ha evitato tanti anni di sofferenza, di dolore, di traumi… spero che la mia testimonianza possa essere d’aiuto a chi come me scopre di avere il cheratocono ed è confuso e spaventato da tutto quello che ci viene detto e che legge su questa malattia, a chi è disorientato e a chi ha paura… nel mio caso sono intervenuta subito e per me è stata la mia salvezza.. ho sempre vissuto una vita normale come chi non è affetto da cheratocono.
Con immensa gratitudine e affetto.
Elena Saccani
 
 
Autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi della legge n. 196/2003.
 
Elena, luglio 2007 e-mail elenasaccani77@hotmail.it 

Daniele Castagnetti

Vorrei spendere alcune parole riguardo la mia storia personale, sperando che possano essere in qualche modo d’aiuto per chi si trova in questo momento a dover compiere determinate scelte per potersi curare.
Mi chiamo Daniele Castagnetti e ho 27 anni, vivo una vita assolutamente normale e non ho più problemi dovuti al cheratocono, patologia da cui ero affetto.
Il cheratocono mi è stato diagnosticato all’età di 16 anni, nel dicembre del 1992, del tutto casualmente, a seguito di una visita di controllo presso uno studio oculistico della mia città. Mi ero accorto, guardando nel mirino di una videocamera, che con l’occhio destro vedevo in modo sfuocato e incerto. Il dottore che mi ha visitato si è limitato appunto alla semplice diagnosi avvertendomi della serietà del problema (il visus era ridotto a 1/10), senza potermi dare indicazioni utili per una cura.
Ho subito iniziato un giro di consultazioni presso primari di oculistica in strutture ospedaliere pubbliche e private: fior di sedicenti luminari (di cui non credo di poter fare qui il nome anche se mi piacerebbe molto), anche a seguito di visite che definire approssimative è un eufemismo, quando non si sono dichiarati addirittura ignoranti in materia si sono limitati a confermare la diagnosi e a proporre l’uso massiccio di lenti e trapianto di cornea come risoluzione finale. Alcuni anche con una pacca sulle spalle e un bel sorriso.
Io però ho rifiutato. Non credevo a 16 anni di meritare una vita di estremo disagio con un handicap tanto grave da sopportare: niente patente, attività fisica e sportiva quasi impossibile, completa dipendenza da lenti a contatto sempre da cambiare (e ho conosciuto gente che mi ha raccontato di essersi perfino ulcerata la cornea a causa delle lenti rigide), fatto che poneva anche un problema di ordine economico non trascurabile, il tutto nell’interminabile attesa di degenerare lentamente fino al punto da dover effettuare un trapianto di cornea comunque rischioso.
Ho rifiutato l’ipotesi di una vita inaccettabile, ma anche improponibile. Soprattutto non ho voluto fidarmi di chi mi ha dato subito e solo l’impressione di esercitare la propria professione di medico in maniera scorretta e disonesta, anteponendo egoisticamente alla tutela della mia salute ragioni economiche o di carriera personale.
Ho deciso invece di fidarmi del Dott. Lombardi.
Nella sfortuna di essere incappato in questa malattia, ho avuto l’incredibile fortuna di poter leggere per puro caso un suo articolo pubblicato nel marzo 1993 sul Corriere Salute sul tema del cheratocono e delle terapie chirurgiche possibili per il trattamento della patologia.
Ho raggiunto il Dott. Lombardi per una prima visita a Milano nel giugno del 1993, a soli sei mesi dall’inizio del mio travagliato percorso e questa è stata un’altra grande fortuna.
Mi è stato fatto il punto della situazione: in una condizione per fortuna non troppo compromessa (per l’età e per il fatto di non aver mai portato lenti) presentavo un cheratocono bilaterale, più evoluto nell’occhio destro ma già presente anche nel sinistro (e infatti avevo già cominciato a perdere la vista in maniera sensibile anche nel sinistro, che fino ad allora aveva perfettamente compensato le deficienze dell’altro occhio). La soluzione proposta immediatamente è stata quella dell’Ark, la cheratotomia radiale asimmetrica, l’uso del bisturi per correggere gradualmente la curvatura della cornea e riportare l’occhio malato ad un visus normale.
Soprattutto, l’operazione sarebbe stata effettuata di lì a tre settimane.
A parte lo shock, ricordo perfettamente perché in quella giornata drammatica ho preso subito la decisione di farmi operare: la professionalità, la chiarezza, la serietà, la mia fiducia immediatamente riposta in un’alternativa concreta alle risposte tanto convenzionali quanto banali (se non deleterie) e, soprattutto, le parole di altri pazienti. Quelli che, come me oggi, avevano già allora risolto il loro problema con il cheratocono, conducevano già allora una vita assolutamente normale, si erano già allora lasciati alle spalle i disagi, le sofferenze, le lenti, i trapianti, le menzogne e i dogmi accademici che si erano sentiti raccontare da altri. Avevano guadagnato la salute, la normalità e la tranquillità e, mentre aspettavano di sottoporsi ad una visita di controllo di routine, cercavano di aiutare me in una scelta enorme e difficile.
Dal luglio 1993 all’ottobre 1996 sono stato sottoposto a tre “sedute” chirurgiche, tra operazioni e ritocchi. Si è proceduto in diversi momenti all’intervento su entrambi gli occhi per recuperare in maniera graduale il visus sia nel destro (il più grave), sia nel sinistro la cui situazione, come ho già detto, stava già degenerando.
Nel frattempo, grazie ad una terapia prescritta sempre dal Dott. Lombardi ho anche risolto un problema di ipopigmentazione della retina da lui diagnosticato dopo un esame del campo visivo.
In tutto questo tempo ho potuto vivere una vita normale. A parte durante alcuni giorni di convalescenza post-operatoria, ho potuto riprendere le attività più consuete, studiare regolarmente per la scuola, per l’esame di maturità e per gli esami universitari, prendere la patente per la moto e l’auto (che guido senza obbligo di lenti), praticare ogni tipo di attività fisica, condurre un’esistenza tranquilla, completamente libera dall’assillo pratico di lenti e occhiali (solo di recente, sempre su prescrizione del Dott. Lombardi, ho utilizzato un paio di occhiali riposanti solo per la lettura a correzione di un lieve astigmatismo che pure non è correlato né al cheratocono, né agli interventi a cui sono stato sottoposto).
Soprattutto libero dall’assillo psicologico di sentirsi quasi un menomato fisico in attesa prima o poi di una guarigione. Anche ammesso che si potessero praticare altre strade, anche ammesso che i risultati potessero essere analoghi, chi mi avrebbe restituito la mia vita, le esperienze che in realtà in questi anni ho potuto vivere ma a cui avrei dovuto rinunciare se avessi scelto diversamente?
Al momento di scegliere mi sono sentito disorientato e confuso, come presumo si sentano molti di voi. Magari vi è anche capitato di voler confrontare le diverse ipotesi terapeutiche, di voler tornare dal vostro oculista di fiducia a raccontargli di Lombardi e di sentirvi predire la sventura e la rovina, con il risultato di aggiungere l’angoscia al disorientamento ed alla confusione. È capitato tante volte alle persone che ho conosciuto in ambulatorio o che in questi anni mi hanno cercato telefonicamente per chiedermi di raccontare loro la mia esperienza, così che potessero prendere una qualche decisione in merito.
A loro ho sempre ripetuto che io non stavo facendo l’apologia di niente e di nessuno (certo, meno che mai di quei ciarlatani a cui non perdonerò mai la superficialità, l’imperizia, ma nemmeno la disonestà e l’omertà sulla mia malattia e sulle sue possibili cure), a voi dico che non sono pagato per scrivere queste cose e per convincervi a fare ricco chi mi ha guarito. Io sono stato operato, mi sono assunto la responsabilità di mettere alla prova Lombardi sulla mia pelle (anzi, sulle mie cornee), ma ho anche ottenuto dei risultati e questi parlano da soli. Alla fortuna di averlo incontrato quasi subito, ma anche alla fermezza della mia decisione nel volermi affidare alle sue cure, devo il fatto di aver ottenuto sì questi risultati, ma anche di averli ottenuti senza rovinarmi la vita.
Adesso che la rileggo, mi accorgo che questa “testimonianza” ha in più punti assunto il tono di uno sfogo e me ne scuso. Non volevo che ne uscisse un manifesto politico per una Sanità più giusta, per il diritto di essere informati e curati, che pure sono questioni di vitale importanza ma che volano molto più in alto di noi, miseri pazienti profani. Il problema è che in queste situazioni ci si trova di fronte a scelte di vita e in questa occasione spero di essere stato d’aiuto a quanti di voi vivono un momento di difficoltà.
Buona fortuna a tutti.

Daniele Castagnetti
e-mail: crvena_zvezda@infinito.it

Franca Savina

Mi chiamo Franca Savina ho quarantaquattro anni. Sin dall’adolescenza ho sofferto di disturbi visivi. Quando decisi di sottopormi ad una visita specialistica mi fu diagnosticato il cheratocono.
Mi dissero che per me c’era un’unica possibilità: il trapianto della cornea.
Misi occhiali spessi e lenti a contatto con grandi sofferenze: finché una conoscente che si era sottoposta ad un intervento dal Prof. Lombardi me lo consigliò.
Andai da lui: dopo accurate visite mi confermò la diagnosi di cheratocono e mi disse che dato lo stadio avanzato il problema si sarebbe risolto solamente con il trapianto della cornea.
Tuttavia decise di intervenire, in alternativa al trapianto, con una tecnica da lui inventata.
Fiduciosa del Prof. Lombardi mi sottoposi a questo intervento nel 1992 con dei risultati sorprendenti.
Cominciai a vedere meglio sin dalla sera dell’intervento!
Grazie al Prof. Lombardi ho riacquistato la vista e la mia vita!
Da allora sono passati undici anni e non ho più avuto bisogno né di occhiali né di lenti.
Devo molto al Prof. Lombardi.
Autorizzo il Prof. Lombardi a fornire i miei dati a chiunque avesse il mio stesso problema e volesse la mia testimonianza.

In fede. Franca Savina

Graziella Lambert

Mi chiamo Graziella, ho 30 anni, e vorrei raccontarvi la mia esperienza sperando che possa essere d’aiuto alle persone affette da cheratocono.
Nell’estate del 2002 accusai un calo del visus, ma erroneamente pensai a un peggioramento della miopia (da cui ero affetta fin dall’adolescenza) imputabile alle notti insonni passate davanti al computer nella stesura della tesi di laurea.
A settembre andai dall’oculista da cui ero in cura da diversi anni; mi diagnosticò un cheratocono bilaterale (più accentuato all’occhio sin.). Mi disse che la patologia sarebbe progredita rapidamente e sarebbe stato necessario ricorrere al trapianto di cornea; mi prospettò che il recupero visivo dopo il trapianto sarebbe stato lungo, anche due anni, e avrebbe richiesto mesi di terapia immunosoppressiva con l’utilizzo di steroidi. Nel frattempo per avere una visione soddisfacente mi prescrisse l’utilizzo di lenti a contatto semirigide, che non tolleravo e che peraltro non mi permettevano di raggiungere un visus accettabile (non raggiungevo i 2/10 con l’occhio sin.).
Consultai altri due specialisti; entrambi si limitarono a suggerirmi come soluzione temporanea l’applicazione di lenti a contatto in attesa di un ulteriore sfiancamento della cornea e del conseguente inevitabile trapianto.
L’impossibilità di sopportare le lenti a contatto (talvolta accadeva che fuoriuscissero spontaneamente dal bulbo oculare e temevo che potessero causare abrasioni corneali che avrebbero accelerato il processo di degenerazione del tessuto corneale), ma soprattutto il pensiero di dovermi sottoporre ad un trapianto di cornea, la consapevolezza che non sarebbe stata una soluzione definitiva, in quanto la media di sopravvivenza dei trapianti di cornea non è affatto rassicurante (sembra che la cornea trapiantata abbia una durata di meno di dieci anni), il rischio di un rigetto immediato mi spinsero a documentarmi, a non rassegnarmi.
Navigando in Internet venni a conoscenza dell’esistenza di tecniche chirurgiche innovative, alternative al trapianto (cheratotomia radiale asimmetrica-Ark, anelli intrastromali, cheratoplastica lamellare), di cui gli specialisti che avevo consultato non mi avevano fatto alcun cenno.
Ritengo che non siano stati deontologicamente e umanamente corretti, in quanto credo che sia dovere di un medico informare il paziente delle varie opportunità esistenti e sia libero arbitrio di quest’ultimo orientarsi verso una soluzione piuttosto che un’altra, previa valutazione dei rischi/benefici che le stesse comportano. Trovo sconcertante e vergognosa l’omertà, la reticenza che accomuna una certa classe medica riconosciuta dal sistema, per così dire “istituzionalizzata”, che inibisce l’affermazione di tecniche alternative, mi riferisco in particolare all’Ark, che la casistica accredita come largamente efficace e risolutiva.
Ma in quella particolare circostanza, contraddistinta da forti conflitti interiori, malauguratamente per me, prevalse la diffidenza nei confronti di informazioni reperite in rete e non approfondii la ricerca.
Successivamente la testimonianza di una ragazza che era stata operata dal Prof. Lombardi ed era molto soddisfatta del risultato ottenuto, mi persuase a rivolgermi a lui (tra l’altro il difetto visivo andava peggiorando sensibilmente di giorno in giorno).
Mi recai a Milano per una visita l’8 gennaio 2003.
Il Prof. Lombardi mi propose di sottopormi immediatamente all’intervento di Ark per evitare un ulteriore assottigliamento della cornea.
A distanza di due settimane mi sottoposi ad un primo intervento di cheratotomia radiale asimmetrica ad entrambi gli occhi (questa tecnica consiste nell’effettuare delle incisioni con il bisturi sulla cornea al fine di correggere l’astigmatismo derivante dall’assottigliamento e dalla progressiva deformazione del tessuto corneale). In seguito mi sottoposi ad un ritocco (nel marzo dello stesso anno all’occhio sin. e ad ottobre all’occhio destro).
Prima dell’intervento la mia condizione era la seguente:
OD K corneale 45 sf.-6,5 cil.-0,75
OS K corneale 42-47 sf.-4,50 cil.-5,75
Questi i risultati ottenuti dopo l’intervento (e a distanza di più di un anno)
OD K corneale 39,5 visus di 10/10 con correzione sf.-2
OS K corneale 39-43 visus di 10/10 con correzione cil.-4,25
Come si evince dai dati sovraesposti c’è stato un nettissimo, considerevolissimo miglioramento (il visus complessivo è più che soddisfacente e del cheratocono all’occhio destro non c’è più traccia).
Dopo l’intervento fui contattata telefonicamente dall’oculista che mi seguiva fin dall’adolescenza (voleva rammentarmi di testare periodicamente lo stato del cheratocono). Ricordo con disappunto l’estrema freddezza con cui mi manifestò la sua disapprovazione quando gli comunicai che mi ero sottoposta all’intervento di Ark. Peraltro suffragò questa sua contrarietà adducendo argomentazioni non valide, infondate (mi disse che con l’intervento avevo pregiudicato la riuscita di un eventuale trapianto, invece sembra da fonti attendibili che non ci siano difficoltà di alcun genere in tal senso). Alla luce di questo episodio e del fatto che quando andai da lui nel settembre 2002 mi suggerì di effettuare il trapianto all’estero (e precisamente in Spagna dove guarda caso il suocero è direttore di un famoso centro di oftalmologia specializzato nel trapianto di cornee) non so se avesse agito in buona fede.
Per di più mi rammarica tuttora la superficialità (quantomeno) dimostrata dal dottore l’anno prima, in occasione dell’annuale visita di controllo nel luglio 2001, quando non diede la dovuta rilevanza ad un’anomala curvatura della cornea che già traspariva dalle topografie.
Questo mio tono polemico è rivolto a quella classe di medici che, vuoi per impreparazione, incompetenza, incapacità professionale, vuoi per ragioni di natura economica, non solo non informano i pazienti e non si preoccupano di tutelare la salute degli stessi, ma per di più tentano di screditare chi, come il Prof. Lombardi, sperimenta soluzioni alternative nell’interesse comune, condannando la tecnica da lui adottata con argomentazioni infondate e boicottando il professionista che si adopera da anni per l’affermazione e il riconoscimento del proprio operato.

Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi della vigente normativa di legge (L.675/96)

Saluti

Graziella Lambert

Torino, 04/05/04

Daniele Giustiniani

Mi chiamo Daniele Giustiniani, ho 24 anni e dal 1995 convivo con una malattia chiamata CHERATOCONO. Il Cheratocono è una malattia della cornea, la quale assumendo praticamente la forma di un cono, porta inevitabilmente alla cecità.
Io ero arrivato ad un visus di 0/10 e quindi l’unica soluzione per vedere erano le lenti a contatto. L’accettai in un primo tempo, ma le lenti erano di un fastidio talmente insopportabile, che stavano condizionando negativamente tutta la mia esistenza. Quindi dopo molti anni di sofferenza, consigliato da tutti i medici consultati, decisi di affrontare un trapianto di cornea all’occhio sinistro. Mi rassicurarono del fatto che sarebbe stato un intervento molto semplice e con un esito sicuramente positivo; avrei praticamente riacquistato la vista e salutato una volta per tutte le lenti a contatto. Dopo circa un anno e mezzo di lista d’attesa ecco la famigerata telefonata, con la quale mi davano l’appuntamento per la tanto sospirata operazione: era il Maggio 1999. Purtroppo però le cose non andarono come promesso, non riacquistai affatto la vista al mio occhio sinistro, persa definitivamente anche con l’ausilio delle lenti. Onestamente con gli occhiali riuscivo a vedere bene, ma nello stesso tempo però il mio occhio destro era affetto da cheratocono e quindi c’era una differenza tale tra i due occhi da non poter tollerare gli occhiali da vista. Il tempo passava tra visite e controlli, e la situazione peggiorò ulteriormente, tanto che non riuscii nemmeno più a sopportare la lente nell’occhio destro. La mia vita non era più normale, non vedevo nulla!… Non potevo fare sport, non potevo guidare, le lenti si toglievano da sole creando ulteriori disturbi, non potevo andare in moto, la mia passione più forte… tutto era negativo!…E poi per non parlare dei condizionamenti che inevitabilmente chi mi era accanto dovette subire, soprattutto la mia famiglia: anche se mi rimase molto vicino, persero tutta la tranquillità di questo mondo e questo mi distruggeva dentro.
Ad un certo punto, smisi di piangermi addosso e pensai che se esistono aerei da 1000 km/h, satelliti che controllano l’intero pianeta, bombe che distruggono tutto e tutti, possibile che non ci sia un’alternativa al trapianto di cornea?… E allora iniziai a navigare su Internet e lessi del Dott. Lombardi capace di curare questa malattia senza trapianto, ma con un intervento molto elementare. La mia prima riflessione fu di considerare il dottore un pazzo, e sinceramente ero molto scettico su ciò che leggevo. Ma in fin dei conti dopo essermi affidato a molti dottori famosissimi e molto esosi, non mi costava nulla fare anche questo nuovo tentativo; ero disperato, non avevo soluzioni, ma sognare è gratuito!…
Settembre 2002: prima visita dal Dott. Lombardi in via Nazionale.
La sua prima battuta fu: “Certo, non potevi venì prima?…” Poi aggiunse: “Per il destro (quello con il cheratocono), non ci sono grossi problemi, ma per quello trapiantato ci potrebbero essere, anche se una soluzione si potrebbe trovare”. Prospettive molto soddisfacenti, anche se, date le mie numerosissime e negativissime esperienze, non avevo alcuna intenzione di illudermi di nuovo e presi il tutto con l’adeguata prudenza, anche perché mi sembrava un discorso troppo semplicistico. Mi propose addirittura l’operazione dopo 2 giorni, ma mi diede comunque il tempo di pensarci (mi disse: “Ecco alcuni numeri telefonici di ragazzi che hanno subito questa operazione, trova testimonianza in loro”). Telefonai e sinceramente mi fidai, feci l’intervento e tutto cambiò: sofferenza fisica minima, ma risultati notevoli. Cosicché mi affidai a lui anche per una seconda operazione e per un ritocco finale. Così descritta può apparire come il compimento di un’opera d’arte ed effettivamente lo fu: acquistai la bellezza di 9/10, ad occhio nudo! E da quel momento la mia vita è cambiata, ho riacquistato ciò che di più caro una persona qualunque può ottenere: la felicità!
Tutto ciò mi incoraggiò a prendere un’ulteriore decisione: intervenire anche sull’occhio trapiantato. Risultati ottimi, adesso con un semplice occhiale riesco a vedere con entrambi gli occhi e tutto ciò è davvero favoloso. Certo che per raggiungere un ottimo visus ad occhio nudo, ci sarà da faticare, ma grazie al Dott. Lombardi ho riacquistato la serenità ed oggi posso dire finalmente di trascorrere una vita normale, piena di divertimenti e di passioni. Potrei star qui a raccontare all’infinito questa mia avventura, ma ciò che mi interessa affermare è che non c’è cosa più bella che svegliarsi la mattina e vedere, nel vero senso della parola, questo stupendo mondo che ci circonda. Autorizzo la pubblicazione di questa lettera per testimoniare le grandi qualità del Dott. Lombardi, che ringrazio di vero cuore e che considero un vero amico, ma soprattutto perché è stato capace di ridare la libertà ad un ragazzo di 24 anni.

Matteo Tarocco

Ciao a tutti, mi chiamo Matteo Tarocco sono di Verona e vorrei raccontare l’esperienza che ho vissuto con il mio problema agli occhi di: CHERATOCONO.

Mi sono ritrovato all’età di 29 – 30 anni ad avere questo virus negli occhi che mi portava, col passare del tempo, molte difficoltà  di qualsiasi tipo, perché più il cheratocono peggiorava più dovevo sforzare la vista per cercare di vedere chiaro ciò che dovevo fare sul posto di lavoro e anche altre situazioni al di fuori del lavoro si rendevano sempre più difficili. Tutto questo, a fine giornata, mi portava la stragrande maggioranza delle volte mal di testa e il bruciore agli occhi.

Allora  ho cominciato col fare una visita all’usl 20 di SAN GIOVANNI LUPATOTO e la dottoressa che mi ha visitato mi informò che avevo un  cheratocono in entrambi gli occhi. A quel punto cominciò la mia avventura per cercare dottori che mi dessero una spiegazione e una soluzione su cosa era e cosa si poteva fare per risolvere il problema e se era possibile prima di tutto.

Devo dire che prima di convincermi ad andare da Lombardi a fare l’intervento ho passato ben 11 visite da 11 dottori di Verona spendendo dei soldi per ogni visita che facevo, avendo risultati molto insoddisfacenti.

Finché un giorno le mie sorelle mi dissero: perché non fai una ricerca su internet del tuo problema? Ebbene feci quanto suggerito dalle mie sorelle e trovai il Dott.Lombardi.  Entrai nel suo sito per curiosità e per leggere tutto quanto scriveva nel suo sito, lo stampai e poi lo lessi molto bene cercando di capire se avevo delle speranze migliori oltre a quelle che avevo sentito dai medici di Verona e poi passando per le 11 visite che avevo fatto con i DOTT. di Verona quando chiedevo il loro parere e le loro risposte erano che non conoscevano quanto diceva lui e che era impossibile.

Ebbene con i miei famigliari cominciammo a pensarci sopra e arrivammo alla conclusione che questi dottori di Verona volevano solo vendere la loro materia perché, pensandoci bene, loro esercitavano la tecnica del cross-link  o trapianto della cornea , ma il loro massimo di incisione, viste le loro insicurezze, era di 250 micro di profondità mentre Lombardi arriva a tutta la profondità, con sempre ulteriori approfondimenti nel campo.

Questo significa che l’esperienza di questi piccoli dottori di Verona arrivava fino a quel punto mentre l’esperienza del  DOTT. Lombardi andava oltre e lo si capisce chiaramente quando si legge nel suo sito da quanto esercita questa tecnica sempre con ottimi risultati, e sempre con evoluzioni e miglioramenti sul problema. Questo, dal mio punto di vista, rende molto più sicure le persone che devono decidere di fare l’intervento, anche se la forza  maggiore che mi ha dato la sicurezza di fare l’intervento è stato il parlare e lo scambiare informazioni con altri pazienti.

Dopo un certo tempo che passavo visite e avevo sempre più indecisioni invece che chiarimenti feci questo intervento di mini ARK dal DOTT. LOMBARDI.

Era il primo intervento che facevo all’età di 32 anni. Precisamente il 7 OTTOBRE 2008 feci l’intervento e avevo un po’ di paura, l’intervento durò 2 ore, poi la fase da rispettare di più per poi avere dei risultati come i miei e di chi l’ha fatto dal Dott. LOMBARDI è di seguire bene le sue istruzioni e non di fare di testa propria anche sulle cose che vi sembrano molto banali e poi avere molta cura dei propri occhi.

IO devo ringraziare profondamente il DOTT. LOMBARDI se a oggi posso vedere con i miei occhi molto bene arrivando ai 9/10 su tutti e due gli occhi, tenendo conto ragazzi o ragazze che leggete questo messaggio che il 99% dei ragazzi che hanno problemi di cheratocono hanno anche problemi  di ipermetropia che verrà corretta in un secondo momento da un altro mini intervento per portare gli occhi al 100% ma questo solo quando il dottore LOMBARDI dice che si può fare. Nel mio caso, dopo aver superato positivamente il primo controllo se esiste ancora il virus mi ha detto che tra un paio d’anni posso fare questo intervento e poi, ragazzi, non siamo mica tutti uguali.

VORREI spiegarvi una cosa che mi sono dimenticato di dirvi, come tante persone, e io per primo, vorremmo che fatto l’intervento in poco tempo vedere subito il risultato; no ragazzi le cose non stanno così, i tempi di recupero dipendono da molti fattori:

 

1)      da quanto tempo si ha il problema

2)      da quanto tempo lo si trascurava il problema

3)      da quante incisioni deve farti il dottore per essere sicuro che ti abbia eliminato il problema e qui non siamo tutti uguali

 

Ad esempio tra me e una signora che ho conosciuto in sala d’attesa, aspettando di essere visitati dal dottore e con la quale tuttora sono in contatto, pur essendo stati operati nello stesso periodo, io ho recuperato molto più velocemente di lei perché se io ad esempio avevo 4 incisioni per occhio lei ne aveva 10 su uno e 4 sull’altro e quindi per lei i tempi di un occhio erano un po’ più lunghi dei miei. Ma nonostante questo, non è molto che ci siamo sentiti e l’ho sentita molto contenta del suo recupero visivo che lei neanche si aspettava.

 

UN GRANDE SALUTO A TUTTI MA IN PARTICOLARE AL DOTTORE LOMBARDI E ALLA SUA EQUIPE DI DOTTORI .

 

MATTEO TAROCCO DI VERONA

e-mail: matteota2076@yahoo.it

cell: 3206634986

Autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi della legge n. 196/2003.

Paolo Leutenegger

Caro Prof. Lombardi,

a due anni e mezzo di distanza dalla mia prima operazione sento la necessità di scriverLe queste poche righe per esprimerLe la mia gratitudine e ringraziarLa della professionalità dimostrata.

La storia del mio cheratocono ha inizio lentamente ma inesorabilmente. Circa sette anni or sono, quale prima manifestazione, avvertii un lieve peggioramento dell’acuità visiva da vicino, che però compensava perfettamente la miopia da cui ero affetto ormai da diversi anni. Dopo alcuni controlli iniziali senza alcun esito, smisi di investigare. L’occhio interessato era il sinistro. Il destro sopperiva abbondantemente alle deficienze del primo.

Alcuni anni più tardi, non sentendomi interiormente soddisfatto della risposta che avevo ricevuto – osservando altresì un lento peggioramento del mio Visus non più correggibile con gli occhiali – decisi di approfondire la diagnosi. Finalmente, dopo alcuni tentativi andati a vuoto, un noto primario oculista mi diagnosticò il cheratocono, malattia di cui fino a quell’istante ignoravo perfino l’esistenza. La terapia consigliata era quella tradizionale, basata sull’utilizzo di lenti a contatto, attesa e.. speranza nella Divina Provvidenza.

La visita di cui sopra non mi aveva lasciato tranquillo, avendo scorto nell’espressione del medico che aveva fatto la diagnosi una certa reticenza alle mie domande.

Decisi pertanto di approfondire la mia conoscenza sulla malattia. Trovai il Suo sito che mi incuriosì molto, poiché Lei era l’unico che proponeva una terapia “semplice” per stabilizzare chirurgicamente il cheratocono.

Telefonai per avere un appuntamento.

Fin da principio non ebbi alcun dubbio circa la strada da percorrere. La completezza e la meticolosità delle indagini svolte sui miei occhi nel corso della mia prima visita a Milano mi convinsero della professionalità della Sua equipe. La relativa “semplicità” dell’intervento da Lei proposto, l’assenza di valide alternative unitamente alla volontà di essere soggetto attivo nella risoluzione del problema senza subire passivamente le circostanze fecero il resto.

Nel giro di un anno mi sottoposi in totale a tre interventi, due all’occhio sinistro ed uno all’occhio destro, che ancora non mostrava i segni della malattia conclamata. Fin dal principio la mia condizione è decisamente migliorata. Non porto più gli occhiali, entrambi gli occhi hanno recuperato un Visus completo, correggendo completamente anche la miopia. La curvatura delle mie cornee migliora costantemente, come confermato anche da una recente visita.

Recentemente mi è capitato di effettuare alcune visite oculistiche per motivi professionali. Ho potuto verificare di persona il sentimento di forte avversione ogniqualvolta menziono l’operazione di Mini A.R.K. per il cheratocono, ma all’incalzare delle mie domande non ho mai ricevuto risposte soddisfacenti che si discostino dall’affermazione generica e superficiale “che è meglio non intervenire su un equilibrio già fortemente compromesso”.

Sono profondamente convinto di avere effettuato la scelta giusta e sono contento di averLe dato fiducia. Nutro la speranza che, come me, anche altre persone che oggi sono costrette a convivere con lo stesso problema in assenza di prospettive, possano trovare il coraggio per affidarsi alle Sue cure.

Cordialmente

Paolo Leutenegger

Milano, 7 agosto 2007

Nota sulla privacy: Ai sensi e per gli effetti della legge 675/96

  • Autorizzo la pubblicazione della presente lettera sul Vs sito
  • Non autorizzo la diffusione dei miei dati personali a terzi

Francesco Bonifati

In data 13-07-2004 ho fatto l’intervento di Cheratotomia Radiale. Dopo 2 anni posso confermare che è stato un successone….

Dovendolo consigliare lo farei con forte convinzione.

Bonifati Francesco

 

Roma, 24 maggio 2006

Fabrizio Pinalli

Torino, 17 gennaio 2000

Egr. Dott. Lombardi,
Sono affetto da cheratocono bilaterale dall’età di 20 anni (oggi ne ho più di 30), patologia riscontrata da un medico di Torino.
Sono sempre stato in cura dal medico di cui sopra, il quale ha seguito con attenzione l’evolversi dell’incurvamento della cornea, lieve ma progressivo durante i primi anni.
Con cadenza annuale, venivo visitato da una equipe di medici dell’ospedale “Edouard Herriot” di Lione (il primario era il professor Luc Durand), dai quali comunque avevo il medesimo riscontro del medico di Torino.
In entrambi i casi mi veniva consigliato di attendere un evolversi più acuto, prima di dover arrivare al trapianto di cornea.
Ho sempre cercato di correggere il mio visus con degli occhiali; non sono infatti mai riuscito a sopportare l’uso delle lenti a contatto, anche se le stesse mi sono sempre state consigliate al fine di bloccare l’evolversi della malattia.

Negli ultimi due anni sono stato costretto a variare con maggiore frequenza la correzione delle lenti, in quanto la situazione andava via via peggiorando in maniera più progressiva.
Dal medico di Torino, mi veniva consigliato a questo punto di rivolgermi presso il dottor Jorg Hans Krumeich di Bochum in Germania, il quale correggeva il cheratocono incidendo la cornea ed andando a ruotare l’asse della stessa. Inutile dirLe che tale intervento non aveva goduto della mia stima, in quanto le possibilità di riuscita erano a dir poco nebulose.
Sono così venuto a conoscenza della Sua tecnica nel mese di ottobre 1998, attraverso un articolo apparso sul quotidiano “La Repubblica”.
Sono stato visitato per la prima volta a dicembre dello stesso anno; subivo il primo intervento a gennaio 1999 su entrambi gli occhi e successivamente interventi più leggeri, sempre su entrambi gli occhi, a febbraio, maggio, e novembre dello scorso anno.

A questo punto, mi sento di dover dire che i risultati raggiunti nel mio caso sono decisamente eccellenti, sia dal punto di vista del visus raggiunto, sia nella ripresa, dopo ogni intervento, di una vita normale e nel pieno dell’attività sempre in tempi assai brevi.

Al fine di una più approfondita esamina del mio caso, sarebbe opportuno allegare alla presente tutta la documentazione in Suo possesso.

Ai sensi e per gli effetti della legge 675/96, Vi autorizzo al trattamento dei miei dati personali.

Distinti Saluti.

In fede.

PINALLI Fabrizio

Domenico Bonifati

Io sottoscritto Bonifati Domenico essendo affetto da cheratocono in entrambi gli occhi sono stato sottoposto ad intervento chirurgico presso la clinica del Prof. Massimo Lombardi, intervento eseguito in perfetta condizione, mi ritrovo soddisfatto di questo intervento avendo migliorato eccellentemente anche la mia forma fisica anche grazie alla cura di medicina naturale (biocibernetica). Consiglierei a tutti questo tipo di intervento.

Bonifati Domenico

Roma, 24-05-2006

Maurizio Bressano

Mi chiamo Maurizio Bressano, ho 32 anni e dal 2000 convivo con un problema visivo
chiamato CHERATOCONO.
È un difetto legato alla cornea per il quale si forma un cono che, a poco a poco, invade
tutto il campo visivo dell’occhio portando inevitabilmente alla cecità completa.
Io ho sofferto di problemi di miopia e soprattutto di astigmatismo sin dall’età della scuola
perciò ho sempre portato gli occhiali.
Poi, qualche anno fa, mi sono accorto che non era più sufficiente il cambio delle lenti
periodico presso il mio ottico, perché, sempre più velocemente, la mia vista calava.
Così ho deciso di fare una visita di controllo dal mio oculista il quale, dopo molte perplessità,
mi diagnosticò il cheratocono.
Non convinto, consultai altri specialisti, ma la risposta era sempre la stessa: cheratocono e per di più
galoppante. La soluzione: aspettare la cecità completa e dopodiché sperare nel trapianto
di cornea.
In un primo momento, la cosa che più mi dava fastidio era pensare che avrei dovuto aspettare
la morte di qualcuno per poter tornare a vedere. il peggio è arrivato quando sono venuto
a conoscenza del fatto che un trapianto di cornea può durare una decina di anni nei casi
fortunati e poi non sempre è possibile ripetere l’intervento!
Intanto i mesi passavano, il difetto visivo peggiorava tangibilmente e cominciavo a pensare
di convivere con la possibilità di dover mollare il lavoro, le attività del tempo libero. 
Poi, quasi per caso, parlando col mio vicino di casa, ho scoperto che anche lui soffriva
del mio stesso problema e lo stesso valeva per suo fratello.
Anche per loro lo stesso calvario.
Per fortuna, però, avevano trovato un rimedio molto meno tragico che non un trapianto di
cornea, semplicemente navigando attraverso Internet.
Così mi prenotarono una visita presso lo studio del Dott. Lombardi e andai con loro a
conoscerlo di persona (per combinazione dovevano andare ad un controllo post-operatorio).
Me ne parlavano come di un “genio”.
Conosciutolo di persona rimasi ancora più colpito: una persona gentilissima, disponibilissima
specialmente a spiegarmi nei minimi dettagli ogni passaggio della mia guarigione.
Mi diede talmente tanta fiducia che decisi di sottopormi subito all’intervento su entrambe
gli occhi malati.
Dopo quindici giorni mi presentai al mattino con gli occhiali, affrontai l’intervento e tornai a
casa in serata con i miei occhi, 10/10 di visus e senza occhiali.
È stato così che la mia angoscia si è dissolta e ho ripreso subito la mia vita di prima.
Finalmente, guardando dalla finestra di casa mia a occhio nudo, rivedo le montagne
nitidamente!
È stata una vera fortuna aver trovato il Dott. Lombardi perché ha risolto il mio problema
senza interventi invasivi e senza sostituire la mia cornea. A lui la mia fiducia e la mia stima.
Auguro a tutti quelli che soffrono del mio stesso problema (e parlandone ho scoperto che
sono in tanti) di poter venire a conoscenza dell’esistenza del Dott. Lombardi.
Non immaginavo minimamente che così tante persone soffrono di cheratocono e purtroppo
cadono nell’abisso del trapianto senza sapere che c’è una valida alternativa.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi della legge 675/96

Ringrazio il Dott. Lombardi e la sua equipe
In fede
Maurizio Bressano

Mauro Pianezze

Vorrei iniziare questa mia lettera ringraziando il Dott. Massimo Lombardi per avermi dato l’opportunità di continuare la mia vita normalmente.

Dall’età di nove anni sono in cura presso un medico oculista per problemi di miopia ed astigmatismo.

Con il passare degli anni la mia situazione è andata peggiorando pur usando le lenti a contatto e gli occhiali adeguati.

Nel 1997 la situazione era ulteriormente peggiorata, ho deciso così di consultare un altro specialista, da cui la diagnosi: cheratocono; ulteriori esami hanno accertato la gravità di questa mia malattia.

Ho chiesto informazioni sulle cure possibili e mi è stato riferito che al momento non si poteva fare niente; con il peggiorare della situazione, l’unica opportunità di guarigione era il trapianto della cornea.

Il mio ottico di fiducia era a conoscenza dell’esistenza di un particolare tipo di lenti a contatto rigide in grado di farmi riacquistare la vista. Il problema si è presentato nel momento in cui ho iniziato ad usarle perché mi provocavano molto dolore e ulcerazioni continue; purtroppo però dovevo assolutamente usarle perlomeno mentre svolgevo il mio lavoro.

Ho continuato a chiedere informazioni sulla mia malattia ma senza esiti diversi da quelli già ottenuti: l’unica soluzione era il trapianto della cornea. A quel punto ho iniziato a pensarci seriamente.

Un mio parente su un inserto della Repubblica ha trovato un articolo che trattava delle malattie della cornea; tra queste c’era anche il cheratocono; la difficoltà maggiore era rintracciare dove il Dott. Lombardi operava.

La decisione di chiamare la giornalista che aveva redatto l’articolo (…..) ha risolto il problema; gentilmente mi ha dato il nome e il numero di telefono della Clinica a cui mi sono rivolto.

La prima visita ha fatto nascere dentro me una speranza; quindici giorni dopo mi sono sottoposto all’intervento di cheratotomia radiale asimmetrica e fin dal primo momento mi sono accorto con mia immensa felicità di aver riacquistato parte della vista.

 Successive visite hanno stabilito un netto miglioramento però, bisognava eseguire un secondo intervento il quale mi ha fatto acquistare ulteriore vista.

Ora, non so ancora di preciso quello che dovrò fare; sicuramente so per certo che in quest’ultimo anno dopo la prima operazione la mia vita è trascorsa normalmente.

La mia speranza è che tutto ciò continui.

Spero anche che a molte persone malate di cheratocono possano come fortunatamente è accaduto a me di trovare una soluzione adatta al loro problema. Ringrazio inoltre tutta l’equipe del Dott. Lombardi per la cortesia e la professionalità a me dimostrata. Un grazie di cuore.

Mauro Pianezze

Alleghe, 13 gennaio 2000

Shara Giuliano

Mi chiamo Shara Giuliano, ho 29 anni e voglio raccontare la mia esperienza
con il cheratocono, che diversi anni fa mi è stato diagnosticato, dopo una
serie di visite oculistiche tramite le quali la patologia non era stata
scoperta. Anche dopo la scoperta di avere il cheratocono, ciò che mi si prospettava
non era confortante: obbligo di indossare lenti a contatto rigide, che io
non tolleravo affatto, ed eventuale trapianto di cornee, con quindi tutti
i rischi ed i problemi che un trapianto può causare…
Tutto ciò fino a 6 mesi fa, quando un conoscente che aveva il mio stesso
problema mi ha indirizzato verso il Prof. Lombardi Massimo, spiegandomi dei
suoi studi e delle sue tecniche risolutive del cheratocono. Ho effettuato
in seguito una visita oculistica completa presso il Prof. Lombardi e la
sua equipe e sono stata operata un mese e mezzo fa.
Per ora non indosso più occhiali da vista né lenti a contatto, la mia vista
è considerevolmente migliorata e desidero per questo ringraziare il dottore
e tutta la sua equipe per la serietà e la professionalità dimostrate.
Spero che la mia esperienza contribuisca a fare capire che gli studi del
Prof. Lombardi e questo tipo di operazione sono veramente importantissimi
per chi ha il cheratocono, che è una patologia talmente grave che può portare
alla cecità.
Un grazie ancora a tutta l’equipe.

Shara Giuliano

Autorizzo il ricevente di questa e-mail al trattamento di tutti i dati
in essa contenuti, ai sensi della legge n.675/96.

Shara Giuliano

Elena Carnibella

Mi chiamo Elena Carnibella, ho 33 anni ed esattamente un anno fa mi sono sottoposta all’intervento di Cheratotomia Radiale Asimmetrica su entrambi gli occhi, effettuato dal Prof. Lombardi.

Circa due anni prima mi era stato diagnosticato il cheratocono durante una normale visita oculistica, una malformazione ancora ai primi stadi che, a detta dell’oculista, non necessitava ancora di un intervento o, meglio, non occorreva ancora iniziare il lungo iter del trapianto di cornea, unica soluzione allora prospettatami. Parlando con un conoscente che era già in cura presso il Prof. Lombardi, decisi di tentare questa via alternativa. Il Prof. Lombardi fu molto disponibile, diretto, sincero e ottimista nel mio caso: l’intervento al cheratocono, della durata di qualche minuto, avrebbe altresì ridotto notevolmente la miopia ma non il leggero astigmatismo. E così fu; fin da subito potei dire addio a lenti a contatto e occhiali, che porto soltanto per correggere il leggero astigmatismo quando leggo o lavoro al computer. Oggi, a distanza di un anno, posso ritenermi soddisfatta, il cheratocono sembra stabile.

Un grazie al Prof. Lombardi per avermi dato speranza e fatto rinascere “senza occhiali”, per avermi spiegato con precisione, professionalità e sincerità l’intervento e le conseguenze, soprattutto positive. Spero che la mia testimonianza possa essere d’aiuto a chi ancora tentenna o è confuso per le innumerevoli e divergenti informazioni diffuse in merito all’argomento. Certo, ogni persona e ogni occhio è diverso, ma vale senz’altro la pena tentare una via alternativa, soprattutto se è possibile parlarne con un esperto disponibile e competente.

Autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi della legge n. 196/2003

Elena Carnibella, novembre 2006

Gabriel Machiavello

Egr. Prof. Lombardi,
 
Mi chiamo Gabriel Macchiavello (22 ANNI) e ho subito un intervento di cheratocono all’occhio destro (MINIARK + CROSS LINKING) nel maggio del 2012.
Ho preso molto tempo (circa 6 mesi) prima di decidere di andare sotto i ferri a Roma, in quanto la preoccupazione era alta e come se non bastasse altri medici/oculisti/chirurghi mi hanno sconsigliato Lombardi, sembrando incredibile ciò che affermava.
Alla fine la decisione è caduta sulla sua clinica.
 
L’operazione non è stata dolorosa. Passato l’effetto dell’anestesia è iniziato un po’ di dolore, fastidio (come se ci fosse una sabbietta continua nell’occhio), fotofobia (fastidio della luce), vista annebbiata. Posso dire di aver avuto il risultato totale dopo 4/5 mesi.
 
A distanza di due anni, dopo aver effettuato 1 visita dall’oculista personale + 1 mappa corneale in ospedale (RAPALLO – GENOVA), ho deciso di scrivere la mia testimonianza:
– OCULISTA –> impressionata per la diminuzione del cheratocono, ma incapace di conoscere le risultanze nel tempo. Tuttavia soddisfatta.
– MEDICO IN OSPEDALE –> inizialmente contrario al trattamento del Dott.  Massimo Lombardi, si è completamente ricreduto del miglioramento.
 
La Ringrazio Di Tutto.
Gabriel (RAPALLO – GENOVA)

Sonia Scarafoni

Mi chiamo Sonia Scarafoni, ho 36 anni e un lontano giorno di 10 anni fa ho scoperto di soffrire di Cheratocono bilaterale. 
Per lavoro mi sottoponevo annualmente a controllo oculistico e fino a quel momento ho sempre avuto un visus di 10/10, poi da un giorno all’altro si è appannato tutto. La diagnosi di Cheratocono è arrivata immediatamente, ho trascorso 2 lunghi anni a raccogliere informazioni, pareri illustri, visite molto costose e su una cosa erano tutti d’accordo: “trapianto”.
Navigando su internet ho conosciuto il Prof. Lombardi e da quel che c’era scritto sembrava avesse la soluzione. L’incredulità e la diffidenza erano molto forti ma la curiosità e la voglia di sentirmi dire che si poteva fare qualche cosa hanno avuto il sopravvento e fu così che lo incontrai a Milano nel Gennaio del 2002, dopo un’accurata visita mi propose l’intervento di Mini A.R.K. avevo un Cheratocono tipo 2 all’occhio destro e tipo 3 al sinistro con un visus di 1/10.
A Febbraio mi operò e fu per me una specie di “ritorno alla vita”, dopo un breve periodo post-operatorio i miei occhi tornarono a vedere i colori, i contorni e le persone che mi circondavano, due anni dopo ho fatto un ritocco all’occhio sinistro e oggi, a distanza di 6 anni sto veramente bene ho un visus di 10/10 a destra e a sinistra.
Da 2 anni ho iniziato a seguire i trattamenti di Biocibernetica a Roma e sono molto soddisfatta dei risultati sia fisici che psicologici perchè quando il corpo sta bene anche la mente è molto più serena.
Come poter ringraziare la persona che ti ha ridato la vista? Perché è di questo che si tratta, sono immensamente grata a quest’uomo che mi permette ogni giorno di poter vedere i miei figli crescere.
Un grazie di cuore anche a tutta l’equipe.
 
 
 
Autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi della Legge n. 196/2003
 
 
Sondrio, maggio 2008
 
In Fede
Sonia Scarafoni

Egidio Musso

Egregio Dottor Lombardi
Voglio raccontarle la mia esperienza.

Nel 2004 mi sono accorto che dall’occhio sinistro vedevo meno. Sono andato a farmi visitare in tre centri oftalmici diversi della mia città e mi hanno riscontrato un cheratocono al primo stadio nell’occhio sinistro e un inizio nell’occhio destro. Mi hanno detto che non c’era modo di risolvere il problema, l’unica cosa consigliata erano le lenti a contatto semirigide (per lo più molto fastidiose che non miglioravano la vista).

In caso di peggioramento avrei potuto fare il trapianto di cornea, rimasi sbigottito più che altro dal modo superficiale con cui è stato trattato il problema. Non mi diedi per vinto e consultai tutti i siti internet che parlavano del problema finché scoprii la tecnica del professor Lombardi, senza esitare presi subito un appuntamento.

Lei professor Lombardi mi diede subito fiducia per il suo aspetto professionale e umano. Nel 2007 ho fatto l’intervento ad entrambi gli occhi con la tecnica della cheratotomia asimmetrica radiale. Ho avuto un periodo di fotofobia poi man mano il disturbo è passato. Adesso a distanza di un anno ho notato un netto miglioramento ad entrambi gli occhi.

Ringrazio infinitamente lei professor Lombardi e la sua equipe.

Cordiali saluti

Musso Egidio

Torino 10/05/2008

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